L’intercettazione della telefonata di Pagano a Caputo: “Non possiamo prendere settemila o sei mila voti e buttarli al macero”

In una telefonata lo stratagemma elettorale. Nasce la candidatura di “Mario detto Salvino”

Monreale, 5 aprile 2018 – Il 29 settembre dello scorso anno alle 14.36 Salvino Caputo ha appreso da una sua collega che l’istanza di riabilitazione è stata rigettata. Non poteva candidarsi per le regionali. L’esponente della lista Noi con Salvini ha chiesto un parere legale all’avvocato amministrativista Gaetano Armao. Alle 15.58 nel corso di una telefonata con Alessandro Pagano, Salvino Caputo, pur sapendo che il provvedimento è stato bocciato, ha comunicato al leader di Noi con Salvini che la decisione era stata rinviata. Quindi non poteva essere candidato. Ed è in questa telefonata che nasce l’idea di candidare un familiare dell’avvocato monrealese.

“Senti, mi devi fare una cortesia – dice Pagano a Caputo – non possiamo prendere settemila o sei mila voti e buttarli al macero. Scusa, male che fa, candidi tuo figlio. Tu continui ad essere più forte di tutti. Io so già la soluzione qual è. Caputo senza fotografie e Gianluca non so come si chiama tuo figlio, detto Salvino. Punto e basta funziona così”.
Un inganno secondo la procura e il gip di Termini Imerese nei confronti degli elettori. Scelta condivisa anche da Angelo Attaguile. Lo stesso giorno il 29 settembre alle 18.13 Attaguile parla con Caputo.”Ho parlato con Alessandro, La soluzione che ha posto lui è ottima. Quella detto Salvino. Candidare tuo figlio e stare tutto così com’è e poi ci si mette detto Salvino. Non hai parlato tu con lui. La tua la mantieni lo stesso. Questa candidatura, mettendoci il nome di tuo figlio. Però ci metti detto Salvino”.

«Noi dobbiamo andare avanti — di nuovo Pagano a Caputo — con la soluzione che ti ho detto noi siamo tranquilli, perché lo chiameremo sempre Salvino Caputo, a noi che ci cambia, certo non è la stessa cosa avere te, perché perderemo qualche cosa… ma non è un vantaggio tale che possiamo disperdere, quindi stai tranquillo». 

Ai primi di ottobre però cade l’ipotesi di candidare il figlio Roberto, e si opta per il fratello Mario, anche lui avvocato. in una intercettazione telefonica Salvino spiega a Mario: «Tieni conto che molti sapranno che sono io il candidato, perché non è che tutti sono raggiungibili o tutti sanno che io non mi candido, specialmente nei paesi… ma si gioca nell’equivoco, sul fatto anche Caputo detto Salvino, infatti nel partito anche su questo insistono».

“Angelo Attaguile, diversamente da come riportato da alcuni organi di stampa, non ci risulta indagato per voto di scambio”.

 

Intanto  l’avvocato Antonio Fiumefreddo, legale di Angelo Attaguile, coordinatore per la Sicilia Orientale di ‘Noi con Salvini’, dichiara: “Angelo Attaguile, diversamente da come riportato da alcuni organi di stampa, non ci risulta indagato per voto di scambio”.

“Con riferimento invece – aggiunge il legale – alla ipotesi di istigazione a commettere il reato all’articolo 294 del codice penale, ‘attentato contro i diritti politici’, riferito alla candidatura di Mario Caputo e all’uso della dicitura ‘detto Salvino’, chiederò già nelle prossime ore che il mio assistito sia sentito quanto prima per chiarire la sua assoluta estraneità a qualsivoglia ipotesi di illecito”.

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