Palermo, 5 marzo 2018 – I colleghi uninominali siciliani sono tutti per i candidati 5 Stelle, che fanno registrare il cappotto: 28 – 0. Invece è con il proporzionale che esponenti di altri partiti, in particolare i big, riescono a rientrare in Parlamento.
Alla Sicilia spettano 25 Senatori, di cui 9 sono stati scelti con i collegi Uninominali. Sono tutti 5 Stelle e si tratta di Steni Di Piazza, Grazia D’Angelo, Pietro Lorefice, Rino Marinello, Francesco Mollame, Pino Pisani, Loredana Russo, Tiziana Carmela, Rosaria Drago in Stivala, Giuseppe Pisani. Dai collegi plurinominali verranno eletti i restanti 16. Otto seggi andrebbero ancora ai Cinque Stelle che avrebbero così 17 Senatori in Sicilia. Si tratta di Antonella Campagna, Vincenzo Maurizio Santangelo, Cinzia Leone e Fabrizio Trentacoste eletti nel collegio Sicilia 1 ovvero nell’area occidentale dell’isola. A questi si aggiungono Mario Michele Giarrusso (per lui è una riconferma trattandosi di un uscente), Nunzia Catalfo, Cristiano Nastasi, Barbara Floridia.
Gli altri 8 posti sarebbero così distribuiti: 3 Forza Italia (2 Sicilia occidentale e 1 Sicilia orientale), 2 al Pd (uno nella Sicilia occidentale e uno nella Sicilia orientale) e uno ciascuno a Lega, Fratelli d’Italia e LeU.
Tra i forzisti il seggio al Senato scatta a Renato Schifani e a Urania Giulia Rosina Papateu, mentre in Sicilia orientale a Gabriella Giammanco. Nel Pd il seggio in Sicilia 1 scatta per Davide Faraone e in Sicilia 2 per Valeria Sudano. In casa Fratelli d’Italia un solo seggio scatta nella Sicilia orientale e tocca a Raffaele Stancanelli di Diventerà Bellissima. L’unico seggio di LeU scatta nella Sicilia occidentale e tocca a Pietro Grasso. Infine uno spetta alla Lega ed è incerto, ma dovrebbe scattare nella Sicilia occidentale per Giulia Bongiorno.
Il conteggio è fatto su base regionale come previsto dalla nuova legge per il solo Senato e l’attribuzione alle forze politiche appare chiara ma quella ai candidati potrebbe subire variazioni in caso di candidature parallele in altri collegi dove può essere scattata l’elezione. In questo caso il candidato non può optare ma gli viene assegnato il seggio dove il partito ha avuto la peggiore performance e di conseguenza si fa scorrere la lista negli altri collegi assegnando al secondo o via via agli altri candidati.

Da una prima analisi, che attende però ancora le conferme ufficiali, ci potrebbero quindi essere ancora spazi, pur se risicati, per il candidato monrealese della Lega, Santo D’Alcamo, al secondo posto nel listino dopo la Bongiorno.
Nessun dato ancora, invece, per la Camera dove il conteggio deve essere fatto su base nazionale.