Monreale e l’industria del turismo: “Mai incontrato l’assessore al turismo Li Causi”

Gli operatori del settore auspicano l’apertura di un tavolo tecnico per discutere con l’amministrazione le strategie da avviare. “Mancano le competenze”

Monreale, 8 febbraio 2018 – “L’ultimo assessore al turismo che si è presentato per avviare un confronto con noi, operatori della ricettività turistica monrealese, è stato Ignazio Zuccaro. Non ho mai avuto invece un incontro con il suo successore, l’assessore Rosario Li Causi”.

Mai incontrato l’assessore al turismo Rosario Li Causi

Daniele Sciortino, amministratore di Palazzo Ducale Suites, è anche il delegato per la provincia di Palermo per ANBBA, un’associazione di categoria dei gestori di B&B.

Che l’amministrazione comunale monrealese non sia stata in grado di incidere su una valida politica turistica è però opinione diffusa tra i tanti operatori del settore.

Rosario Li Causi – Assessore al turismo del comune di Monreale

Da anni i problemi rimangono gli stessi, irrisolti. Già su queste colonne ne abbiamo più volte trattato. A partire dalla segnaletica stradale inesistente, da anni denunciata, ma per la quale non si trova una soluzione. I turisti in automobile non trovano sulla circonvallazione di Palermo le indicazioni per svoltare per Corso Calatafimi e proseguono il loro viaggio per chilometri prima di comprendere di non essere sulla strada giusta. Le indicazioni distorte su google map spingono gli sventurati automobilisti a percorrere via Santa Liberata prima e Tre Canali poi, sperando di giungere al centro della cittadina Unesco, per trovarsi invece imbudellati in una strada (strada?) impercorribile. Più volte i gestori monrealesi hanno inviato la segnalazione alla società californiana, senza però ricevere alcuna risposta. 

Basterebbe una adeguata segnaletica per convincere gli automobilisti a non seguire le indicazioni del navigatore satellitare e per orientarli verso il parcheggio comunale “Torres”. L’intervento promesso dall’assessore Geri Valerio non ha ancora portato alcun risultato.

Numerose lamentele dei turisti riguardano i servizi pubblici di trasporto. Il capolinea della linea Amat posto a valle di piazza Guglielmo II rende difficoltoso, soprattutto per le persone anziane, risalire via Palermo per giungere in centro. “Sarebbe stato più strategico spostare il capolinea della linea 309 al “Canale”, così da far percorrere ai turisti tutto il corso Pietro Novelli per giungere in cattedrale. Ne avrebbero certamente giovato tutte le attività commerciali del centro”.

Ed invece gli esercizi commerciali della via principale di Monreale, ma non solo quelli, lamentano un calo drammatico nell’afflusso di clienti. Alcuni minacciano di abbassare le saracinesche, definitivamente. Gli esigui incassi non permettono più di sostenere i costi di gestione. Tra le cause l’impossibilità per i loro clienti di potere trovare un parcheggio nelle vicinanze del centro. Sono demoralizzati: “Corso Pietro Novelli si sta desertificando”.

Il Belvedere, nei decenni scorsi meta fissa per tanti visitatori della provincia, oggi abbandonato a se stesso, impresentabile, è forse l’emblema più evidente del modello di sviluppo del territorio adottato dal comune.

Mancano le competenze amministrative per pianificare una strategia di sviluppo turistico

A mancare negli amministratori, secondo molti operatori del settore, sono le competenze necessarie a mettere in campo una strategia turistica efficace, ormai demandata quasi unicamente alle iniziative promosse dall’Associazione dei Commercianti, unica realtà propositiva e vitale a Monreale sul piano economico. L’impressione è che il comune si limiti ad accettare di buon grado le proposte avanzate dai commercianti, concedendo il patrocinio, ma lasciando a loro carico il peso economico delle iniziative.

Il comune deve investire tanto nella promozione della città, che è in grado di offrire molto più che la sola visita al Duomo. Bisogna fare conoscere i circuiti gastronomici, le opportunità del bosco di San Martino per gli amanti del trekking e delle passeggiate in bicicletta o a cavallo, Castellaccio. Ma per fare questo è necessario investire in comunicazione, e soprattutto intercettare i grossi operatori del settore, i tour operator e convincerli a portare turisti che possano vivere la città. Ma per fare questo bisogna presentare un’offerta appetibile. E servizi di qualità.

Promozione non sembra essere un termine con il quale l’amministrazione mostra di avere confidenza. Un esempio? Alla fiera del turismo di Milano, la BIT, il luogo deputato per promuovere la propria offerta turistica, Monreale risulta tra i grandi assenti. L’anno scorso erano presenti gli stand di Palermo e Cefalù, per parlare dei comuni del percorso arabo normanno, ma anche quelli di piccoli comuni come Avola o Castelvetrano. Tutti pronti a vendere il proprio prodotto agli operatori turistici di rilievo.

La replica del comune è sempre la stessa: “Non ci sono soldi”. Una risposta dietro la quale non ci si può trincerare. Compito dell’assessore al ramo è anche trovare sponsor privati che possano investire in un progetto credibile, con ricadute positive sul settore. Anche alcuni gestori di strutture ricettive monrealesi si dichiarano disposti a mettere mano al portafogli per contribuire ad avviare una politica che si muova in questa direzione. Auspicano l’apertura di un tavolo tecnico per discutere insieme le strategie da avviare. Purché l’assessore batta un colpo.

1 Commento
  1. Nononanis scrive

    Sembra che L assessore abbia più competenze con il food che con i bEb si ma quello che si magna

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