Palermo, 18 Gennaio 2018 – “Continuerò questo momento di preghiera, digiuno e opere fino alla giornata di venerdì dopo la quale aspettando quello che il Signore mi indicherà cercherò di attenzionare fratello corpo sostenendolo con dei liquidi, delle vitamine, degli zuccheri e delle proteine in forma liquida. Dopo, affidandomi al buon Dio sento di vivere un momento di forte silenzio e forte preghiera offerti sempre per le intenzioni di soccorrere questa società ed aiutare coloro che sono nel grave bisogno e che cercano una mano che li aiuti”. Biagio Conte, per motivi di salute, ha annunciato che smetterà di protestare domani e tornerà a nutrirsi.
Il missionario laico dal 9 gennaio è in sciopero della fame e protesta in strada sotto i portici delle Poste centrali in via Roma per sensibilizzare Palermo sull’emergenza nuovi poveri. Un gesto di solidarietà nei confronti dei clochard, tre dei quali morti nelle scorse settimane, e di tutti coloro che non hanno una casa. A Palermo sono 4mila.
Il colonnato da 10 giorni ha accolto un fiume di gente. Cittadini, associazioni, il sindaco Orlando, il presidente della Regione Musumeci, il vescovo Lorefice. Oggi a sostegno di Biagio Conte sono arrivate da Nicolosi le Ancille Domini. “È necessario che si scuotano le coscienze dei nostri governanti affinché ognuno abbia la dignità del lavoro e di una casa”. Queste le parole di Madre Veronica, coordinatrice delle Ancille di Nicolosi.
“Invito tutti, soprattutto le istituzioni, a cominciare a distribuire le ricchezze presenti partendo dai più disagiati cercando di soccorrere subito chi si trova con un bisogno e con una mancanza di dignità a causa della mancanza di una casa e di un lavoro dignitoso. Bisogna dare a tutti un riconoscimento, un’identità e una dignità. Bisogna soccorrere i tanti nuclei familiari con bambini che a causa della mancanza della casa rischiano di disgregarsi. È urgentissimo intervenire per evitare il degrado e la disumanizzazione della nostra società prima che si ripercuota in modo negativo”.
“Mettiamo in pratica – é l’invito di Frate Biagio che si definisce un piccolo servo inutile – il servizio verso il prossimo con un’iniziativa molto bella e cioè quella che ognuno possa adottare un povero, un disoccupato, un senza casa, un disabile, un immigrato, un nucleo familiare”.