Monreale a sostegno di Biagio Conte. Padre Elisée incontra il frate laico

Biagio Conte: “Rispondiamo al male con la preghiera, il digiuno e le opere, prima che sia troppo tardi”

Palermo, 15 gennaio 2018 – Tanta è ancora la gente che vive per strada che non ha un tetto, un lavoro, una dignità e sopravvive ai margini della società. Sono gli invisibili, non solo clochard,  costretti a dormire nelle auto o per le vie di Palermo sono anche le famiglie sfrattate, i padri che hanno perso il lavoro, le persone sole. Si tratta dei nuovi poveri, una dimensione sociale in aumento contro cui bisogna fare qualcosa. “Sono stato chiamato per star vicino ai poveri”, dice Biagio Conte. Stremato al quarto giorno di digiuno, si nutre di preghiere e del sostegno di chi in questi giorni è andato a trovarlo nel colonnato di via Roma. Il frate laico chiede un tetto e assistenza per i più vulnerabili.

A fianco a Biagio, di notte, coperti da plaid e coperte, sono rimasti Joseph e Antonio, che vivono e operano alla missione Speranza e Carità, e da Catania è arrivato Riccardo Rossi, giornalista e volontario della comunità di Biagio da tanti anni.

A distanza di 27 anni Biagio Conte torna a dormire per strada, non per protesta ma per condividere con tutti quelli che ancora vivono senza un tetto sulla testa le loro sofferenze i loro bisogni. “Ognuno deve fare la sua parte, le istituzioni, le parrocchie ma anche i cittadini. Non possiamo rimanere comodi al caldo quando c’è chi muore perché non ha un letto. Occorre farli sentire parte di questa società hanno paura, non si fidano più”. È l’appello del frate missionario che non vuole far vincere l’indifferenza e l’egoismo. “Ognuno deve fare la sua parte e non gli spettatori senza demandare agli altri”, ha detto il frate missionario.

Un fiume di gente sale le scalinata delle Poste centrali di Palermo. Cittadini, ma anche i rappresentanti delle istituzioni, i sacerdoti, che si sono inginocchiano sui cartoni accanto a Biagio Conte, per non lasciarlo solo. A trovare il missionario arrivano persone, come padre Eliseè Ake Brou della parrocchia di Fiumelato di Monreale, che hanno ricevuto un aiuto, una spalla. Il parroco consola e accarezza Biagio Conte che tanti anni fa, appena arrivato con i barconi, lo accolse nella sua Missione. Successivamente, il parroco di Monreale, intraprese il suo cammino verso il sacerdozio. Ieri sera a manifestare il loro sostegno sotto il porticato di via Roma c’erano anche i ragazzi della pastorale giovanile di Villaciambra. In sostegno del frate missionario anche Giusy Scafidi e il presidente Giancarlo Grassi dell’organizzazione Rotary.

Rivolgendosi a tutte le istituzioni, laiche e religiose, al Papa, al vescovo, ai rappresentanti delle varie religioni sul territorio, al sindaco, al presidente della Regione, al Capo dello Stato e a tutti i cittadini, Biagio Conte ha chiesto “di rispondere al male con la preghiera, il digiuno e le opere, prima che sia troppo tardi”.

2 Commenti
  1. […] 15 gennail 2018 – Una cena la Missione Speranza e Carità di Biagio Conte. A organizzarla è lo chef e pasticcere di Partinico Massimo Giambelluca che ha chiamato a raccolta […]

  2. […] venire a trovare il missionario laico ricoverato nell’infermeria della missione a Palermo, dopo una settimana di digiuno. Aldo Carcaci deputato belga e Simon Petermann professore Università de […]

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