Monreale. Aveva richiesto l’adeguamento dell’indennità di sindaco. Il Tribunale dà ragione a Filippo Di Matteo

Al centro della questione il riconoscimento degli emolumenti percepiti da Di Matteo durante il suo mandato da primo cittadino

Monreale, 24 novembre 2017 – “L’ex sindaco Filippo Di Matteo al termine del suo mandato ha presentato ricorso contro il comune di Monreale per l’adeguamento della sua indennità di primo cittadino. Anche altri 4 assessori stanno seguendo il suo esempio, ed ognuno di loro chiede circa 10.000 €. “Io non lo farò”. Con queste parole il sindaco Capizzi, durante l’agitata seduta del consiglio comunale di ieri, convocato per l’approvazione del rendiconto di gestione finanziaria 2016, si è scagliato contro i consiglieri di opposizione, ed in particolare modo contro Romanotto e La Corte, che sottolineavano diverse criticità nel piano deliberato dalla giunta e portato in aula.

Della vicenda ce ne siamo già occupati.

Il Tribunale di Palermo aveva dato ragione su tutti i fronti all’ex sindaco Filippo Di Matteo, nella controversia da questi intentata contro il comune di Monreale. Al centro della questione il riconoscimento degli emolumenti percepiti da Di Matteo durante il suo mandato da primo cittadino. Di Matteo aveva contestato al Comune di Monreale di avere applicato in modo illegittimo alcune decurtazioni alla sua indennità di sindaco, per un totale di circa 82.000 €. Il Tribunale, con ordinanza del 3 novembre 2016, aveva dato ragione alle motivazioni esposte dal legale di Di Matteo, l’avvocato Rosaria Messina, e condannato il comune a versare la somma di € 81.873,69 nei confronti dell’ex sindaco, oltre al pagamento delle spese processuali, delle spese documentate, oltre al 15% per spese generali, IVA e CPA come per legge, per un importo di circa 12.000 €.

Il comune di Monreale, rappresentato dall’avv. Fabrizio Dioguardi, aveva quindi presentato ricorso, richiedendo la sospensione dell’esecutorietà della sentenza appellata.

I magistrati avevano parzialmente accolto la richiesta, sospendendo l’efficacia esecutiva della precedente sentenza, ma limitatamente alla somma eccedente quella di euro 40.000,00, in attesa della decisione del merito della causa, che era stata rinviata per la precisazione delle conclusioni ad una successiva udienza che si terrà il 29 maggio 2019.

Era stato quindi inviato atto di precetto per il pagamento di € 52.312 (40.000 per sorte e 12.312 per spese legali), procedendo ad atto di pignoramento presso terzi.

Il comune aveva deciso di opporsi all’atto di pignoramento. Per il sindaco Capizzi, come si legge nella proposta di delibera presentata alla giunta municipale, le somme sarebbero state impignorabili poiché destinate al pagamento dell’assegno civico per persone bisognose. La proposta del sindaco era stata deliberata dalla giunta municipale, che aveva affidato l’incarico all’avv. Filippo Campo, per la somma di € 1.200, spese incluse.

Il Giudice dell’esecuzione, la dott.ssa Alida Marinuzzi, (Tribunale di Palermo – Sezione IV Civile – esecuzioni), con ordinanza del 4 luglio, ha respinto le motivazioni del legale del comune, rigettando l’istanza di sospensione della procedura esecutiva. L’eccepita impignorabilità è stata ritenuta del tutto infondata. L’avvocato Messina, infatti, delibere alla mano, è riuscita a dimostrare che le somme non erano più impignorabili. Il comune nel corso dei mesi precedenti al pignoramento aveva effettuato pagamenti a terzi per titoli diversi da quelli vincolati e senza avere rispettato l’ordine cronologico imposto la normativa di riferimento.

Il comune è stato anche condannato alle spese del procedimento, ammontanti a 1.800 €. Una spesa che si va a sommare alle precedenti spese processuali e alle parcelle riconosciute agli avvocati incaricati durante le varie fasi processuali ad opporsi alla richiesta, dichiarata dai giudici legittima, di Di Matteo.

Il 27 ottobre 2017 il comune, con determinazione dirigenziale, ha quindi impegnato la somma di 52.314,00 euro (40.000 per sorte e 12.314 per spese legali).

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  1. […] sindaco Filippo Di Matteo, difeso dall’avv. Rosaria Messina, contro il comune di Monreale (vedi qui l’articolo) alcuni dei suoi ex assessori hanno deciso di intentare un simile […]

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