Toti Zuccaro e Piero Capizzi. A breve la resa dei conti 

Per l’entourage di Zuccaro il deludente risultato alle regionali di domenica scorsa avrebbe anche un nome e un cognome: Piero Capizzi

Per l’entourage di Zuccaro il deludente risultato alle regionali di domenica scorsa avrebbe anche un nome e un cognome: Piero Capizzi

Monreale, 9 novembre 2017 – Se non é ancora arrivata la resa dei conti, potrebbe mancare poco. Negli ambienti del Partito Democratico monrealese è sempre più insistente la voce che il deludente risultato di Toti Zuccaro alle regionali di domenica scorsa avrebbe, tra le varie responsabilità, anche un nome e un cognome: Piero Capizzi. Il sindaco, additato di non essersi impegnato, nonostante gli accordi, nella campagna elettorale a favore del suo ex assessore. 

Tra le 1.159 preferenze conseguite mancherebbe infatti quel voto “strutturato” riconducibile al primo cittadino, che non avrebbe messo in campo tutte quelle operazioni che rientrano nelle sue possibilità per spianare la strada alla candidatura di Zuccaro.

Strade buie e dissestate, spesso sporche, frazioni non proprio al centro di una politica di risanamento, ma soprattutto l’aumento della TARI in piena campagna elettorale, non hanno reso facile per gli esponenti della maggioranza andare per la città a richiedere il voto. Tutt’altro. Recuperare la stessa fiducia mostrata dall’elettorato nel 2012 è stata un’operazione improba. Nel solo comune di Monreale Zuccaro ha avuto una contrazione di 313 voti rispetto alla precedente tornata elettorale (614 in meno in tutta la provincia).

E’ più probabile che la riduzione del peso fiscale, tramite una rimodulazione dell’aliquota sui rifiuti, e un miglioramento della qualità della vita della città, si potranno apprezzare da metà del prossimo anno, dopo l’estate. 

Sono le carte – sospettano nell’entourage di Zuccaro – che il sindaco non ha voluto sprecare in questa campagna elettorale, per giocarsele in occasione di quella che lo vedrà correre nuovamente alla carica di sindaco. Nel 2019, a meno che non si vedrà costretto ad anticipare i tempi, se è vero che Zuccaro è intenzionato a breve a staccare la spina a questa amministrazione.

Il candidato di “Arcipelago Siciliano” gode di una forte influenza su differenti consiglieri comunali. Dal presidente del consiglio Peppe Di Verde, all’assessore/consigliere Rosario Li Causi, ai consiglieri Mimmo Vittorino, Valeria Viola, Paola Naimi. Ed una mozione di sfiducia troverebbe certamente l’appoggio dell’opposizione, a cominciare da Forza Italia, dal Movimento Cinque Stelle, dal gruppo misto, dal consigliere Marco Intravaia. Quest’ultimo, forte dell’affermazione regionale del centro destra, potrebbe lanciare la sua candidatura a sindaco con la benedizione del Presidente Musumeci. Ma il nulla osta alla sfiducia su Capizzi potrebbe giungere anche da altri consiglieri del PD, così come da alcuni di Alternativa Civica, che da tempo non nascondono la propria disaffezione nei confronti di Capizzi e delle sue ultime scelte assessoriali.

Se, come è ampiamente prevedibile, i consiglieri di maggioranza mostreranno senso di responsabilità nei confronti della città, la sfiducia potrebbe giungere solo dopo l’approvazione del consuntivo 2017, la cui discussione verrà avviata già lunedì prossimo in consiglio comunale e si dovrà concludere entro il 13 dicembre. Pena l’insediamento del commissario ad acta che si incaricherebbe dell’approvazione dell’atto amministrativo.

Entro quella data Capizzi cercherà di giocarsi tutte le carte per ricucire con Zuccaro, magari sacrificando qualche uomo in giunta, o procederà ad azzerare tutta la squadra di governo e proverà a creare una nuova maggioranza in consiglio comunale.

 

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