I liquami fognari finiscono nel canale Badame ed in mare. “La salute a rischio. Il Comune di Palermo intervenga”

La denuncia dei residenti: "Il Canale Badame continua ad essere una fogna a cielo aperto non degno di un vivere civile. L'Amministrazione e le sue appendici proseguono nel disinteresse"

La denuncia dei residenti: “Il Canale Badame continua ad essere una fogna a cielo aperto non degno di un vivere civile. L’Amministrazione e le sue appendici proseguono nel disinteresse”

Palermo, 17 ottobre 2017 – “Ci troviamo di fronte a un disastro ambientale, se il Comune di Palermo non si assume le proprie responsabilità e procede alla messa in sicurezza del canale Vadduneddu-Badame e alla verifica degli allacci fognari del quartiere, la salute dei cittadini è in pericolo”. A parlare è il presidente dell’associazione Pro-Conca d’Oro, Michele Vitale che da anni solleva il problema relativo all’inquinamento del Torrente contro il degrado ambientale.

Il canale Vadduneddu-Badame di notte si trasforma in un torrente di liquami maleodoranti. I residenti della via Scorzadenaro (traversa di via Altofonte) fanno i conti con lo sversamento delle acque fognarie che conseguentemente arrivano in mare. Insieme al cattivo odore, un’indignazione generale aleggia nell’aria per l’increscioso avvenimento.

Quello degli scarichi abusivi fognari  è un problema di carattere igienico-sanitario con cui convivono da tempo i residenti della periferia di Palermo, che invece vorrebbero vedere il posto rinascere e uscire dal dimenticatoio in cui è caduto. «I numerosi esposti si sono arenati nei meandri della burocrazia di Stato – dice Michele Vitale – che ha il potere di fare il bello ed il cattivo tempo, lasciando tutto come si trova». Un problema irrisolto che da anni non trova soluzione.  “I cittadini pagano il conto e sono condannati a respirare esalazioni nocive alla salute, soprattutto la sera quando i furbetti delle fogne scaricano liquami di ogni genere”.

Nel 2000 il Comune di Palermo ha esteso la fognatura pubblica alla strada Vicinale Badame. Dopo aver speso una barca di soldi, si è curato di verificare che i residenti, interessati alla nuova infrastruttura, abbiano provveduto ad allacciare i propri scarichi fognari?

Il torrente naturale di gronda detto “Vadduneddu”, alle falde di Monreale, nasce per raccogliere le acque piovane che precipitano nel bacino Mezzo-Monreale per poi convogliare nel canale Boccadifalco e quindi nel fiume Oreto. Il canale viene alimentato dal bacino idrografico che confina con le colline di Giacalone. 

Da quando l’uomo ha preso il sopravvento è una fogna a cielo aperto, il degrado ambientale nuoce alla vita delle persone mentre annienta gli ultimi animali selvaggi rimasti nella Conca d’oro. Le uniche entità biologiche che proliferano sono i ratti, i serpenti, le mosche e soprattutto le zanzare tigre. Ovviamente la situazione a livello di salubrità non è il massimo.  Ad aggravare la situazione del canale di scolo la cronica mancanza di manutenzione, ormai in gran parte ostruito da canne e detriti che potrebbero diventare un grosso problema in caso di abbondanti piogge complici di un eventuale allagamento.

Nelle periferie mancano i servizi essenziali e la speranza di un futuro migliore. Si auspica alla rinascita di questi quartieri, le periferie vanno rammendate. Per valorizzare la vasta area in stato di semi abbandonato le idee non mancano: qualche anno fa è stato presentato un progetto per la realizzazione di uno spazio verde. I residenti chiedono luce, ordine, decoro ad un angolo di Conca d’Oro per riaffermare l’armonia con la natura. 

1 Commento
  1. […] Già il 17 ottobre dello scorso anno in un nostro servizio raccoglievamo le denunce di Michele Vital…. […]

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