Regionali, Alotta rompe gli indugi: “Mi candido”. Innovazione e buone idee

L'ex consigliere comunale prova il salto al Parlamento regionale. Perché è il momento giusto? "C’è spazio per un civismo politico, per persone animate di buona volontà". "Lancerò a breve una nuova App con cui i cittadini potranno contattarmi, segnalare un disservizio e avanzare una proposta"

L’ex consigliere comunale prova il salto al Parlamento regionale. Perché è il momento giusto? “C’è spazio per un civismo politico, per persone animate di buona volontà”. “Lancerò a breve una nuova App: i cittadini potranno contattarmi, segnalare un disservizio e avanzare una proposta”

Palermo, 5 agosto 2017 – Trasporti più efficienti, un nuovo sviluppo basato sul turismo, una sana collaborazione tra pubblico e privato che crei nuovi posti di lavoro, controlli severi sui prodotti agricoli che entrano in Sicilia, rimodulazione del Psr, incentivi fiscali per attrarre investitori stranieri. È ricco e variegato il programma di Salvo Alotta, candidato alle prossime Regionali del 5 novembre, sostenitore dei Coraggiosi di Fabrizio Ferrandelli: “I cittadini devono tornare protagonisti della politica e la politica deve tornare ad ascoltare i cittadini: ecco perché lanceremo una App che consenta a tutti di segnalare un problema o avanzare una proposta”. 

Di origini Altofontine e Monrealesi, paesi in cui ha trascorso parte della sua vita e per questo particolarmente legato. L’intervista al candidato regionale Salvo Alotta.

Alotta, perché ha deciso di candidarsi alle Regionali?

“Perché dopo tanti anni passati a fare il consigliere comunale a Palermo, penso di aver accumulato una buona esperienza amministrativa che metterò a servizio dei siciliani. Da quando ho iniziato a fare politica, da giovanissimo, sono stato accompagnato da tante amiche e amici con cui ho fatto un percorso bello ed entusiasmante: da tempo mi chiedevano di aumentare il mio impegno portandolo a un livello più alto, in passato ho rifiutato ma penso che questo sia il momento giusto”.

Perché è il momento giusto?

“Oggi la politica non ascolta e pensa solo a se stessa. Da un lato abbiamo il disastro del governo Crocetta, dall’altro un Movimento cinque stelle che rischia di fare sfaceli come a Roma o in alcuni comuni siciliani: c’è quindi spazio per un civismo politico, cioè per persone animate di buona volontà che, al di là di simboli e logiche di appartenenza, vogliono mettersi insieme per costruire qualcosa di nuovo. 

Cosa avete di diverso?

“Noi incontriamo e ascoltiamo realmente le persone, a differenza di chi fa tutto su internet senza sapere che volto abbia il proprio interlocutore. Preferiamo il rapporto diretto e concreto alle adunate di piazza. Crediamo nella democrazia digitale, ma che accompagni i rapporti fisici. Il web deve aiutarci a dialogare più velocemente e in modo più efficace. Ecco perché lancerò a breve una nuova App con cui i cittadini potranno contattarmi, segnalare un disservizio, avanzare una proposta e potranno farlo non solo in campagna elettorale, ma soprattutto dopo quando bisognerà mettersi a lavorare”.

Quali sono le sue proposte per migliorare il territorio?

“Dobbiamo cambiare prospettiva: finora Palermo e i comuni della provincia si sono comportati come se fossero slegati l’un l’altro, come se facessero parte di territori diversi. Dobbiamo iniziare a ragionare secondo una logica metropolitana. Il Palermitano offre tutto: il mare, il lago, la montagna, la collina, i boschi, la pianura, la storia, le tradizioni, il turismo religioso, i borghi medievali, una cucina straordinaria. Insomma, abbiamo tutte le carte in regola per fare del turismo il nostro motore economico. Peccato che tutte queste cose, finora, non siano state messe a sistema. Pensiamo al percorso Unesco che comprende anche Monreale e Cefalù: è impensabile che non ci sia un biglietto unico. Poi c’è il grande tema dei mezzi di trasporto: le strade interne sono impraticabili, penso alla Partinico-Corleone, i ponti cadono a pezzi, mancano gli spazzaneve d’inverno in montagna, per muoversi da un comune all’altro, anche per motivi di salute, bisogna fare i salti mortali. Un ostacolo insormontabile per i siciliani, figuriamoci per i turisti. Bisogna mettere a sistema le risorse, pensare a un sistema intermodale unico che non richieda tanti biglietti diversi e che sia facile da usare e soprattutto puntuale. Poi bisogna intervenire sul tema del funzionamento degli enti locali: la Regione deve metterli in condizione di erogare servizi adeguati ai cittadini, a partire da acqua e rifiuti, andando incontro alle difficoltà di tutti i giorni e dando garanzie ai lavoratori: questo è il primo passo, mentre il secondo è una sana collaborazione coi privati per la creazione di nuove imprese e quindi di posti di lavoro”.

Sembra tutto facile…

“Non c’è niente di facile, serve però la buona volontà. Quella che finora è mancata. Noi pensiamo di poter offrire qualcosa di meglio ai siciliani e di dover mettere al loro servizio le nostre capacità e la nostra esperienza, arricchendola con i contributi di ciascuno. Solo così usciremo dalle secche e metteremo finalmente a frutto lo straordinario tesoro che la storia e la natura ci hanno consegnato”.

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