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“Viaggi della speranza” per i vaccini, il MoVimento 5 Stelle interroga il sindaco Capizzi

Decreto “Vaccini” e difficoltà territoriali: Il Movimento Cinque Stelle chiede al Sindaco Capizzi di esprimersi

Monreale, 31 luglio 2017 – Il Decreto Legge n° 73 del 07 giugno2017 “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”, rappresenta la risposta del Governo Italiano alla riscontrata “necessità ed urgenza di emanare disposizioni per garantire in maniera omogenea sul territorio nazionale le attività dirette alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dei rischi per la salute pubblica e di assicurare il costante mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale” (cfr. testo dello stesso decreto). 

La norma si inserisce, come dichiarato nel sito istituzionale del Ministero della salute, all’interno di  una più ampia esigenza, cioè quella di rispettare gli obblighi assunti e le strategie concordate a livello europeo e internazionale; in 8 articoli vengono, praticamente, dichiarate obbligatorie per legge, la vaccinazioni anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti Haemophilusinfluenzae tipo B, anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite ed anti-varicella.

Redatto alla luce delle indicazioni del vigente Piano nazionale di prevenzione vaccinale (che interessa l’età 0-16 anni), il decreto non si preoccupa unicamente di prevenzione e promozione della salute pubblica, ma rientra a pieno titolo, e forse anche a gamba tesa, nella organizzazione della vita delle famiglie italiane con figli in età vaccinale, definendo la persecuzione pedissequa del calendario e delle vaccinazioni, quale condizione necessaria e sufficiente per l’iscrizione alla scuola.

Se prima erano sufficienti le eruzioni cutanee, o meglio i segni che tali manifestazioni solitamente lasciano, garantire il contagio ed il trascorso di una qualsiasi delle malattie esantematiche, ora i genitori saranno chiamati a districarsi tra autocertificazioni, segnalazioni e richiami operati a partire dai dirigenti scolastici, che possono anche opporsi alla partecipazione delle lezioni da parte dei bambini, finanche al tribunale dei minori.

Tali disposizioni, tuttavia, rispondono all’ esigenza più grande della popolazione di poter lasciare definitivamente alle spalle le circostanze che scaturiscono da queste situazioni, che seppur transitorie, costituiscono un costo per sia per le famiglie, che per l’intero tessuto sociale come anche per l’economia dello stato (basti pensare al ricorso alle strutture ospedaliere, o anche all’assenza dei familiari dal posto di lavoro per poter accudire i figli).

Quindi se da un lato aumentano le responsabilità in capo ai genitori, dall’altro ci si auspica sempre che a tali restrizioni dovrebbe corrispondere un miglioramento dell’accesso delle famiglie alle strutture deputate a tale scopo, nello specifico i Centri Vaccini. 
Aumentando il numero delle somministrazioni obbligatorie, sia in termini di tipologia che al tempo stesso di richiami, aumentano i momenti nei quali le famiglie sono chiamate a rivolgersi alle strutture dell’ASP; e quando le strutture si trasformano nei centri delle lunghe attese, nei quali il turno comincia alle prime ore dell’alba, per terminare improrogabilmente entro la fine del turno, la situazione diventa molto complicata per coloro che si trovano nelle condizioni di difficoltà nello raggiugere tali centri, sia per distanza che per disponibilità di tempo.

Il caso che riguarda direttamente il Comune di Monreale, per il quale il Consigliere del Movimento Cinque Stelle Fabio Costantini, ha ritenuto opportuno di interrogare direttamente il Sindaco, interessa la frazione di Grisì.
Già da diversi anni nella frazione è stato chiuso il Centro Vaccini, il quale insisteva presso gli stessi locali della Guardia Medica. Gli abitanti sono stati pertanto chiamati, o forse meglio costretti, a rivolgersi all’individuato centro di riferimento, sito a P.zza Florio nel centro abitato del Comune di Monreale, che dista c.ca 40 km dalla frazione. Nonostante la nascita di comitati ad hoc e le continue lamentele dei cittadini, la situazione, con l’anno scolastico alle porte, diventa sempre più vicina all’insostenibilità. Secondo quanto scritto nel decreto, anche i dirigenti scolastici dei plessi della frazione, a breve si troveranno costretti a sollecitare le famiglie all’adempimento di quanto prescritto nella norma, pena la segnalazione agli organi competenti, penalizzando così le necessità lavorative degli stessi genitori lavoratori. 
E dopo l’inizio dell’anno scolastico, con l’approssimarsi della stagione delle piogge e dell’inverno, quelli che rappresentano per la salute, che si districano tra le pessime vie di comunicazione tra la frazione ed il centro abitato, rischiano di trasformarsi in viaggi della speranza.

Per un breve periodo, si era tentato di ovviare alla difficoltà, dirottando i cittadini verso il più vicino centro di Partinico; tale situazione, tuttavia, nonostante interessi due territori prossimi per vicinanza, non tiene in considerazione dell’organizzazione logistica dell’ASL, che risponde alle esigenze per Territorialità amministrativa (appartenenza ai comuni) e non fisica.

In questo contesto Fabio Costantini, pone l’interrogativo direttamente al Sindaco, chiedendo al primo cittadino qual è il grado di conoscenza e coinvolgimento dello stesso relativamente ai disagi di quella parte di popolazione, che sembra vivere ai confini di un’altra realtà, in relazione all’interessamento dell’amministrazione relativamente alle innumerevoli esigenze poste in essere dagli stessi abitanti.
Costantini continua interrogando il Sindaco per sapere se e come intenda intercedere presso gli organi competenti, affinché sia una soluzione la strada che verrà perseguita, e non la solita “Soluzione tampone” che traghetti la difficoltà fino alla prossima soluzione elettorale.
Infine il Consigliere Costantini chiede al Sindaco quanto tempo ritiene opportuno far trascorrere, prima che si possa tornare a godere di un servizio che rientra nella determinazione della qualità della vita della cittadinanza, direttamente connesso ad un valore che sta alla base del benessere della popolazione: la salute.

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