Presunto inchino del “Cristo morto” a San Giuseppe Jato davanti al bar di un pregiudicato

Sembra non ci sia stato, almeno secondo quanto afferma il parroco Lupo, alcun gesto di riverenza

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Araba Fenice desk

San Giuseppe Jato, 16 aprile 2017 – La processione fa una sosta davanti ad una caffetteria di un pregiudicato, sindaco e carabinieri lasciano il corteo. È accaduto venerdì scorso a San Giuseppe Jato durante la processione del “Cristo morto”. L’avvenimento ha generato scalpore nella cittadina in provincia di Palermo anche se sembra non ci sia stato, almeno secondo quanto afferma il parroco Lupo, alcun gesto di riverenza. I carabinieri, che sono stati primi a notare l’anomalia, hanno avviato le indagini. Secondo la Confraternita ci sarebbe solo una coincidenza dietro alla sosta davanti al bar dovuta ad un cambio dei portatori del simulacro.

“Nel dubbio – spiega il sindaco al GdS – ho preferito andare via. In questi anni abbiamo lavorato per riscattare l’immagine della nostra comunità ed il solo sospetto che qualcuno possa riportarci indietro mi ha fatto prendere quella decisione”.

“Non ci sarebbero elementi che farebbero pensare ad un gesto voluto” secondo il parroco Filippo Lupo.

La sosta, secondo le prima ricostruzioni era prevista qualche metro più avanti, all’altezza di via terranova. Della vicenda è stato informato l’arcivescovo di Monreale Michele Pennisi.

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