La tigre in fuga. Filodiretto entra dentro il circo per ricostruire la vicenda e documentare come vivono gli animali

Animali in buono stato e gabbie pulite, e il domatore lamenta: "Due ragazzi hanno aperto la gabbia. Li abbiamo visti"

Animali in buono stato e gabbie pulite, e il domatore lamenta: “Due ragazzi hanno aperto la gabbia. Li abbiamo visti”

Monreale, 30 gennaio 2017 – “Il recinto era chiuso. Sono stati due ragazzi ad aprire la gabbia per poi fuggire. Li abbiamo visti”.

Così si difende Mario Saly, il proprietario del “Circo di Svezia” assurto agli onori delle cronache nazionali e internazionali per la fuga di Oscar, la tigre siberiana di 5 anni che sabato mattina ha seminato il terrore a Monreale, girovagando libera per la circonvallazione.

Il gestore del circo, anche domatore, ci ha aperto i cancelli per mostrarci come sia stato possibile che l’animale sia potuto fuggire dal recinto, ma anche per lasciarci documentare lo stato in cui vengono tenuti gli animali. Infatti ha ricevuto diversi attacchi dagli ambientalisti, oltre ad alcune denunce per maltrattamento di animali.

Secondo la sua ricostruzione, intorno alle 08,30/09,00 di sabato, una sua collaboratrice ha sentito strani rumori provenire dall’interno del tendone. Accorsa dentro, ha potuto vedere due ragazzi, vestiti di nero ed incappucciati, scappare dal tendone, e contemporaneamente la tigre bianca fuggire dalla parte opposta. Quindi, dato l’allarme, con i colleghi si è data a rincorrere l’animale. La cronaca delle ore successive e l’esito della fuga dell’animale sono storia ormai nota.

All’interno del circo il domatore ci spiega come sia stato possibile aprire la porta del recinto. “Di mattina, prima che cominci lo spettacolo, il recinto all’interno del tendone è completamente al buio. I due ragazzi, intrufolatisi, non si saranno accorti della presenza delle due tigri all’interno del recinto e l’avranno aperto”. Ci mostra come questa operazione sia possibile semplicemente agendo sul chiavistello. Il recinto è collegato tramite un tunnel alle gabbie delle due tigri e del leone. “Probabilmente i ragazzi si saranno accorti della presenza delle tigri e sono scappati via, lasciando aperta la porta, che la tigre siberiana avrà spinto con tutta semplicità, riuscendo a scappare”.

Il proprietario non si spiega se si sia trattato di una bravata di due ragazzi o se l’azione sia riconducibile a pesanti critiche ricevute giorni prima da un gruppo di animalisti.

“Abbiamo massimo rispetto delle condizioni dei nostri animali, come certificato anche dall’ASL che è venuta a fare i controlli e ci ha chiesto soltanto di allargare il recinto dove teniamo i lama e gli asini”.

Ci permettono di continuare la visita, non preannunciata, all’interno dell’area che contiene i recinti dei dromedari, dei lama, degli asini, dei cavalli, ma anche di visionare le gabbie delle due tigri, una siberiana e Beatrice, una femmina di Sumatra, e del leone. Gli spazi sembrano puliti, gli animali in ottimo stato.

Il domatore, visibilmente irritato per la cattiva pubblicità che ha investito il suo circo, spiega che gli animali sono nati in cattività, ragion per cui difficilmente la tigre sarebbe stata pericolosa per le persone: “Fuggendo dal tendone, la tigre è passata vicino i recinto che accoglievano tutti gli altri animali, non li ha aggrediti, non si è curata di loro”.

Il circo è operativo. Non ha mai interrotto gli spettacoli. Sabato pomeriggio ha avuto pochissimi visitatori, ma già ieri mattina decine e decine di famiglie si sono presentate per conoscere la tigre siberiana divenuta celebre ben oltre i confini monrealesi.

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