Antonella Giuliano sulla questione parco eolico di Grisì: “Polemiche acide”

“Non esiste nessun ordine del giorno o mozione né proposta deliberativa portata all’attenzione del consiglio comunale”

Riceviamo e pubblichiamo

Monreale, 22 dicembre – Antonella Giuliano, consigliere comunale del gruppo Cambiamo Monreale, replica alle recenti dichiarazioni di Rossella Pica, consigliere del PD.

“Alla luce delle recenti dichiarazioni della Pica secondo la quale “la politica sarebbe una scienza esatta” mi sovviene un vecchio aforisma secondo il quale “il politico di carriera ha sempre puntato sulla memoria corta dei cittadini” ed è di fatto questo quello che sta facendo la Pica oggi.

Da due anni assistiamo ad una miriade di comunicati stampa vuoti, intrisi di populismo e non supportati da alcun atto ufficiale e visto che, anche se qualche perplessità ci nasce, la politica dovrebbe essere una scienza esatta, credo che il fondamento scientifico dovrebbe essere avvalorato perlomeno da fatti, atti e progettualità che, ad oggi, non ci sono stati né da parte della Pica né dà parte dell’amministrazione comunale.

È probabilmente proprio il fatto di aver sottolineato l’inerzia nell’uso degli strumenti istituzionali (non esiste infatti nessun ordine del giorno o mozione né proposta deliberativa portata all’attenzione del consiglio comunale), che tuttavia non era rivolto nello specifico alla collega Pica, a far scaturire nella stessa un atteggiamento tanto piccato. Non si spiegherebbe altrimenti questo suo atteggiamento carico di acredine e teso a rivendicare un’esclusività nell’azione relativa alle richieste avanzate sulla questione del parco eolico (questione a dire il vero formalmente inesistente nell’ambito dell’amministrazione comunale, e questo senza timore di smentita, fino alla presentazione di un nostro ordine del giorno)”.

Proprio il confidare sulla “memoria corta dei cittadini “ fa della consigliera Pica un fenomeno politico ormai purtroppo conosciuto tanto in ambito locale quanto in quello nazionale di chi dice tutto e il contrario di tutto. Un esempio è dato dal fatto che dimentica, o più semplicemente omette volontariamente di dire, che ha votato favorevolmente le delibere sullo storno dei fondi del sisma del Belice per opere pubbliche che nulla avevano a che fare con la ricostruzione post terremoto ( tra cui le opere di completamento del depuratore – ancora fermo con le quattro frecce – per il quale sono stati impegnati oltre 220mila euro e lo storno dei fondi per la costruzione dei loculi del cimitero di Grisi, opera per la quale, a nemmeno un anno di distanza, assume a fondamento dell’ordine del giorno sui costi dei loculi medesimi, una presunta “ingiustizia sociale” della delibera che lei stessa ha a suo tempo approvato). Ancora una volta tira il sasso, nasconde la mano e con l’altra saluta, il trionfo dell’incoerenza.

Riguardo l’approvazione del bilancio, riteniamo sia quasi inutile ribadire il fatto che noi intendiamo il nostro ruolo nel senso che esso comporta che il bene primario da tutelare sia l’interesse della cittadinanza , mentre la collega Pica ritiene che vada svolta alternativamente, a secondo delle circostanze e dei piccoli giochi di potere, assumendo alternativamente il ruolo di alza paletta, o andando in forzatura per cambiare equilibri politici con giochetti che riteniamo decisamente discutibili.

Il dubbio però è che la Pica debba ancora prendere coscienza che ricoprire il ruolo che i cittadini ci hanno onorato di rivestire, comporta non solo onori ma anche oneri e, forse, sarebbe anche giunta l’ora di adempiere a qualcuno di questi oneri ad esempio impiegando il proprio tempo e le proprie energie nella redazione di qualche atto consiliare (a proposito, basta chiedere all’ufficio di Presidenza per scoprire che non vi è traccia nè di ordini del giorno nè dell’interrogazione che la consigliera millanta di aver depositato e all’uopo si coglie l’occasione per chiedere formale smentita da parte del presidente del consiglio) invece che perdersi in polemiche sterili, acide e inutili di cui, sinceramente, tutti faremmo volentieri a meno e che, di certo, non arricchiscono né la stessa e benché meno i cittadini”.

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