Quando la fantasia supera la realtà. Un gruppo di cittadini residenti a Monreale in via Salita Caputo, recentemente rinominata dall’Amministrazione Comunale via Gesualdo Bufalino ma mai corretta per l’opposizione dei residenti, si trovano praticamente segregati in casa e vive tra l’incuria ed il degrado.
La via si trova a ridosso della Chiesa della Collegiata ed è percorribile solamente da una lunga scalinata a valle, partendo da via Umberto I, e a monte scendendo da via Palmiro Togliatti. Tra i residenti vi sono tre famiglie i cui congiunti, aventi tutti l’autorizzazione alla legge 104 per gravi patologie deambulatorie, a causa della mancanza di una stradella di collegamento, sono costretti ogni volta che devono ricorrere a cure mediche fuori da casa, a pagare di tasca propria l’ambulanza che dovrebbe trasportarli.
Per non parlare di un eventuale intervento di pronto soccorso o di scoppio di incendio a causa delle erbacce che infestano la zona. Il servizio di pulizia pubblica, regolarmente pagato dai residenti è latitante in questa zona. Giorni fa, i cittadini residenti a proprie spese e con il proprio impegno hanno ripulito dalle erbacce e dai rifiuti tutta la strada; ma i sacchi con le ripuliture sono ancora lì. Dalle scalinate della Salita Caputo passano molti turisti che si recano a visitare la Chiesa delle Croci: testimoni adesso dello stato in cui versa la zona.
C’è un’ipotesi di soluzione per collegare via Salita Caputo. Per quanto riguarda l’assenza di collegamento di cui è protagonista l’antica via, un’ipotetica soluzione ci sarebbe e potrebbe essere realizzata in un terreno appartenente al Comune. La creazione di una bretella permetterebbe di collegare la zona, garantendo così anche la raccolta rifiuti ed evitando ai cittadini residenti di essere segregati in casa.