Rifiuti e mafia: da Bolognetta a Corleone passando per Monreale

La Trade Ece Services ha operato in passato anche all’interno del comune di Monreale e non solo…

Monreale, 17 agosto – Aveva perfino denunciato una richiesta estorsiva dopo un incendio nella sua concessionaria, la “Sud Car” di Bolognetta, divenendo in breve tempo il simbolo antimafia tra gli imprenditori siciliani; oggi però arriva per lui un’interdittiva antimafia che coinvolge le società “Trade eco service srl” e “No.ve.ma”, oltre ad un’altra società considerata vicina alla “Trade”. Si tratta di Salvatore Lo Faso, considerato dagli inquirenti vicino al boss corleonese Rosario Lo Bue.
La vicenda che vede coinvolto l’imprenditore Lo Faso rappresenta una delle componenti che ha spinto il Consiglio dei Ministri a sciogliere il comune di Corleone qualche giorno fa per infiltrazioni mafiose. Nonostante Lo Faso non ricoprisse più la carica di amministratore delegato della “Trade eco service” dal 2011 è arrivata l’interdittiva all’imprenditore da parte del prefetto di Palermo, Antonella De Miro.

A Corleone alla società Trade Eco Service srl sarebbero stati affidati parecchi incarichi per quel che riguarda la gestione dei rifiuti e, grazie alle intercettazioni eseguite dai Carabinieri di Monreale, è stato possibile ricostruire come quattro anni fa l’imprenditore si sarebbe opposto di fronte alla richiesta, da parte del venditore di un terreno a Palazzo Adriano (acquistato da Lo Faso) di altri 80mila euro. Richiesta di fronte alla quale l’uomo d’affari avrebbe invocato i suoi contatti con la criminalità. Come se non bastasse anche Angelo Provenzano, nel 2001, parlando con il padre Bernardo, il superboss, lo nominava descrivendolo come un modello di manager di successo.

La società di Lo Faso però non ha operato solo all’interno del comune di Corleone. La procura di Termini Imerese ha puntato la lente d’ingrandimento anche sulla gestione dei rifiuti del Comune di Bagheria. Al centro di questa vicenda vi è ancora una volta la Trade eco service, considerata come l’asso pigliatutto delle scorse emergenze rifiuti del Palermitano.

Ma non finisce di certo qui l’avanzata dell’imprenditore siciliano nella gestione dei RSU. La Tes, come dimostra una breve ricerca tra gli atti del comune di Monreale, ha operato in passato anche all’interno del territorio monrealese eseguendo diversi lavori di bonifica tra cui quelle dei siti posti sotto sequestro della galleria Cirba o di Piazzale Tricoli lungo la Circonvallazione di Monreale. Alla stessa società, inoltre, è stato affidato il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (e anche vari noli a caldo e a freddo di mezzi) durante le varie emergenze rifiuti scoppiate in seguito al fallimento dell’Alto Belice Ambiente ma anche nei periodi precedenti allo stesso fallimento. Non è ancora chiaro se gli inquirenti passeranno al setaccio anche gli atti del comune di Monreale o di altri comuni che, in passato, abbiano intrattenuto rapporti con la società che oggi ha ricevuto l’interdittiva antimafia.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.