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Nell’ex Sacro Cuore di Gesù 60 minori non accompagnati in attesa di trasferimento

Monreale – Per alcuni dei giovani migranti africani la città di Monreale in questi giorni ha assunto un ruolo fondamentale, insieme alla Sicilia che continua ad essere il crocevia di migranti provenienti dall’Europa, dall’Asia e dall’Africa mediterranee per i più svariati tipi di incontri e di transiti. Il piano di integrazione dei minori non accompagnati è una delle fasi di assoluta importanza, sebbene i riflettori dei media si accendano sull’immigrazione solo in occasione degli sbarchi.

Affidato temporaneamente all’ex Sacro Cuore di Gesù il ruolo di ponte fra culture, popoli e religioni. Doveva essere un alloggio momentaneo quello dei minori arrivati un mese fa nella struttura “Opera Pia Mons. Benedetto Balsamo” di Monreale, invece l’incremento in maniera esponenziale degli sbarchi ha prolungato la permanenza nel centro in cui opera la Caritas. Sono 60 e hanno tra i 15 e i 18 anni, i giovani ospiti della struttura hanno intrapreso il viaggio senza mamma e papà, alla ricerca di quel qualcosa che la loro terra non riesce a dare. È una situazione provvisoria quella che è in corso nella struttura del territorio di Monreale, la Caritas insieme alla Croce Rossa hanno messo a disposizione le loro risorse nell’attesa che si liberino dei posti nei centri più adeguati della Sicilia. Le leggi non permettono il trasferimento al di fuori della regione d’arrivo, e le strutture di prima accoglienza delle regioni del Sud in questo momento sono in grave sovraffollamento.

Nel frattempo che la burocrazia fa il suo corso, i ragazzi permangono nel centro. Gli assistenti sociali hanno iniziato alcune delle attività di integrazione e di inclusione previste. Il riconoscimento del contesto geografico in cui si trovano è uno dei punti di partenza per i ragazzi e le ragazze che non hanno idea in quale regione sono arrivati. L’invito che arriva dal responsabile della Croce Rossa: “Non comprate né schede né ricariche telefoniche perché le chiamate, per una questione di tutela, devono avvenire alla presenza dei mediatori”. Inoltre, ci fa sapere che sono graditi beni di prima necessità.

Il Piano nazionale per fronteggiare il flusso straordinario di immigrazione. Una situazione che richiede un sistema di accoglienza e integrazione strutturato, cominciando dall’aumento dei posti nelle reti strutturate di prima e di seconda accoglienza. Questo è solo uno dei nodi cruciali affinché la filiera possa fluire. il numero di minori stranieri non accompagnati presenti in Italia è rimasto stabilmente alto nel corso degli anni, attestandosi mediamente intorno alle 8.000 unità annue. In attesa di una legge organica sui minori non accompagnati che affronti tutto il fenomeno, e non solo un pezzettino, è stata introdotta una misura, in un emendamento al decreto Enti locali (verrà approvato in via definitiva entro l’estate), il cui obiettivo è quello di trasferire i minori stranieri dai centri di prima accoglienza delle regioni del Sud a quelle del Centro-Nord.

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