Corleone, inchino del santo davanti la casa di Riina e le forze dell’ordine lasciano la processione

Il vescovo di Monreale: “Su episodi come questi non transigo. Ho già nominato una commissione d’inchiesta”

Corleone, 3 giugno – La processione del santo, “l’inchino” davanti alla casa del super boss Totò Riina dove abita la moglie Ninetta Bagarella e il commissario e il maresciallo abbandonano la processione inviando una relazione alla procura antimafia. È accaduto a Corleone domenica scorsa.

Come riporta La Repubblica, uno dei membri della confraternita di San Giovanni Evangelista, Leoluca Grizzafi, è il cugino di secondo grado della moglie di Riina. Il prete della parrocchia si è detto amareggiato per l’accaduto: “Mi rendo conto che ci voleva più prudenza”, dice.

E duro arriva il commento del Vescovo di Monreale Michele Pennisi: “Su episodi come questi non transigo. Ho già nominato una commissione d’inchiesta, sono in attesa di una relazione. Intanto, ho proposto al questore di Palermo di stilare un protocollo d’intesa, per prevenire altri episodi: propongo che d’ora in poi anche le soste delle processioni siano concordate con le forze dell’ordine, per evitare spiacevoli sorprese”.

Pennisi nei mesi scorsi aveva ordinato a tutte le confraternite del territorio della diocesi di Monreale di lasciare fuori tutti i pregiudicati per mafia.

 

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