Il Cristo del manifesto è quello di Cefalù, non quello di Monreale

Diverso il significato storico, artistico, culturale, scientifico dell’immagine che identifica la Città di Monreale

Riceviamo e pubblichiamo

Caro direttore di Filo Diretto,

apprendo dalla stampa locale che a Monreale il 28 aprile si sono dati appuntamento per tre giornate consecutive nel complesso Guglielmo II, presso l’aula sede del consiglio comunale, duecento medici, partecipanti al 1°congresso scientifico nazionale “Dies Panormitanae  atque Magnae Greciae – complessità clinica e assistenziale – Diabete comorbidità e dintorni”, le cui tematiche affrontate rivestono grande interesse per la comunità scientifica e medica. Duole rappresentare il
palese errore commesso dall’organizzazione del convegno
. Ovvero, aver riportato nel manifesto divulgativo dei lavori del congresso, come emblema, l’immagine del Cristo Pantocratore posta nel catino dell’abside del Duomo di Cefalù, non il Cristo Pantocratore della basilica cattedrale di Monreale, la sede che ospita il convegno.
Un fatto che in apparenza sembra di poco conto, ma che non lo è, anzi è estremamente importante, e che non può in alcun modo essere sottovalutato riguardo il significato, la stessa rappresentazione iconografica, i contenuti che l’immagine nella sua totalità esprime. Riguardo il profilo storico, artistico, culturale, scientifico. Un dato oltretutto significativo in quanto rappresenta l’immagine di Monreale nel Mondo, in un certo senso il brand stesso che identifica la Città di Monreale.

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Tanto si ritiene di rappresentare.

Natale Sabella,  architetto – storico di Monreale

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