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Pioppo e i “FORESTALI MAFIOSI” su Rai Uno

Giletti a “L’Arena” continua ad alimentare la polemica sui forestali all’interno di un contesto che però riesce a restituire poche e confuse informazione allo spettatore, dando la possibilità agli ospiti in studio di dibattere in maniera eccessiva e animata sui numeri e sulle problematiche del sistema dei forestali siciliani, che, indubbiamente nasce e affonda in un ragionamento di tipo clientelare voluto e creato dalla vecchia politica.

Purtroppo i media hanno contribuito a dare un’immagine dei forestali che non corrisponde al vero, considerandoli esclusivamente spreco di denaro pubblico. Basterebbe fermarsi a pensare invece che questi soldi non servono per finanziare il cosiddetto “esercito dei forestali” ma  a mantenere e tutelare l’ambiente, lottare contro il dissesto idrogeologico, gli incendi, la desertificazione, che a differenza delle altre regioni,  in Sicilia rappresentano  un problema.

Ospite di Giletti è stato anche il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, che è tornato a parlare di legalità e antimafia in linea con i proclami del periodo pre-elettorale, nel tentativo di scrollarsi di dosso le polveri di questo mandato, servendosi dei forestali, che proprio in tempi di campagna elettorale aveva invece fortemente sostenuto.

Crocetta in questi giorni è al centro di una bufera per aver avviato un provvedimento di esclusione con effetto immediato dagli elenchi dei soggetti avviabili al lavoro, 66 i lavoratori forestali di cui 42 condannati con sentenza definitiva per reati gravi e 24 con l’aggravante del 416 bis e presto anche nei confronti di 32 lavoratori forestali condannati per attentati incendiari e danno al patrimonio boschivo con riferimento alla legge 14/2006.

Provvedimenti di questo tipo sono destinati a far discutere trascinandosi addosso pareri discordanti, e verrebbe da chiedersi come mai Crocetta si sia occupato di effettuare verifiche sui lavoratori piuttosto che partire dalla politica dai funzionari e dirigenti.

Ed è proprio un lavoratore forestale di Pioppo, colpito dal provvedimento, ad essere intervistato dalle telecamere di Giletti, a raccontare la sua esperienza, spiegando cosa in realtà rappresenta un provvedimento di questo tipo per chi, a seguito della condanna ha scontato quattro anni di pena, e tutte  le difficoltà  soprattutto di tipo economico che deriveranno da esso.  E sempre di Pioppo si è continuato a parlare sottolineando come nel paese sia forte la presenza di lavoratori forestali (circa 400).

Esiste un margine però alla retorica che contraddistingue le varie analisi e bisogna partire da un dato di fatto che a molti sfugge: questi lavoratori sono anche cittadini di uno stato di diritto e collocarli ai margini della società, di certo non è e non deve essere la soluzione.

Crocetta questo dovrebbe saperlo bene, l’antimafia diventa possibile quando alla mafia si risponde in maniera costruttiva.

Bisogna pensare e trovare metodi efficaci per avviare e mantenere un percorso di reinserimento sociale per tutti quei soggetti che nel mondo del lavoro, trovano alternative e strumenti per stare lontani da ogni tipo di logica criminale.

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