Bomba ecologica a Monreale? IL REPORTAGE

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Monreale, 15 dicembre – Le foto, scattate al suo interno, parlano chiaro: nella  Cava Ranteria di Monreale, alla “Bavera”, si nasconde una discarica. Un vero e proprio immondezzaio costituito per lo più da rifiuti ingombranti, pneumatici e rifiuti indifferenziati. 
La discarica Ranteria appartiene per una buona porzione alla famiglia monrealese La Barbera; la quota rimanente è di proprietà del comune di Monreale. Lo stesso comune, negli ultimi anni, ha concesso questo spazio alla società Alto Belice Ambiente, come luogo utilizzabile al deposito dei mezzi; così è stato fino a non molto tempo fa anche se La Barbera, ad oggi, non è a conoscenza dell’accordo intercorso tra comune di Monreale e Alto Belice Ambiente.

Ultimamente, la Cava Ranteria sta divenendo a poco, a poco, un centro di raccolta di rifiuti ingombranti, pneumatici e apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), “temporaneo” secondo i vertici dell’Alto Belice Ambiente. La cava, in sostanza, sta acquisendo, con il passare del tempo, le sembianze di una pericolosa discarica a cielo aperto. I rifiuti inoltre, come dimostrano le foto scattate all’interno dei capannoni, sono stati posizionati anche nelle aree che non sono di pertinenza comunale. 

Entrando all’interno della cava è immediata la sensazione di profondo degrado ed abbandono. All’interno dei locali dei capannoni industriali, che si trovano varcando il cancello sulla sinistra, è possibile osservare cumuli di rifiuti di ogni genere e provenienza: dai sacchi colmi di alluminio, ai contenitori destinati alla raccolta di pile esaurite, a rifiuti elettronici. Sorpresa, ai nostri occhi, ecco anche un cagnolino, richiuso in una piccola stanza, probabilmente allevato da qualcuno che riesce ad accedere all’interno da una finestra divelta che dà sulla strada. 

Se i locali che, ricordiamo non sono di proprietà comunale, sono colmi di rifiuti, le aree esterne descrivono una situazione allarmante. Com’è possibile vedere dalle foto, realizzate da Filodiretto all’interno del sito, in posizione rilevata, sono presenti sei containers colmi di rifiuti, uno di essi coperto da un telo e contiene materiale non differenziato, una montagna di frigoriferi, congelatori e di materassi. Al centro della piattaforma c’è anche un accumulo di rifiuti dati alle fiamme
Disseminati qua e là anche diversi cassonetti e addirittura un cartellone stradale. Nella discarica è possibile notare anche arredamento scolastico come banchi e sedie, recipienti in eternit, un contenitore per la raccolta differenziata e altri rifiuti di diversa provenienza. Tutto questo è attorniato da piccoli accumuli di materiale provenienti da ristrutturazioni edilizie come mattoni, ceramiche, tubi. 
Questi rifiuti non sono visibili dal cancello principale perché posizionati dietro il grande fabbricato, dove un tempo era presente la vagliatrice della cava, che occupa la visuale e che contiene, tra l’altro, materiale plastico di colore azzurro, probabilmente coperchi di cassonetti in disuso, e grossi fusti.

Come può accadere tutto questo? Le foto scattate mostrano all’interno della cava una situazione preoccupante e di allarme.
Dall’ATO PA 2, fanno sapere che la cava è al momento in affitto da un privato – la smentita arriva però da un rappresentante della famiglia La Barbera – e che servirebbe soltanto ad immagazzinare, in via temporanea, i rifiuti ingombranti all’interno di containers appositamente predisposti. L’ATO PA 2, fa sapere inoltre, che avrebbe già segnalato al comune di Monreale la presenza di rifiuti speciali che si troverebbero sul posto già da prima che la stessa società prendesse in affitto la cava. 
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Solitamente, non appena i contenitori divengono colmi, si dovrebbe procedere allo scarico e all’affidamento a ditte che trattano questo tipodi rifiuti. Secondo l’ATO PA 2, nelle ultime settimane caratterizzate da una situazione di emergenza, i containers sono stati rimossi e utilizzati per la raccolta dei RSU in vari punti di della città. Entro martedì 9 dicembre, sempre secondo i responsabili dell’ATO, si sarebbe dovuto procedere alla bonifica della cava ma così non è avvenuto, nonostante, come dimostrano le foto scattate il 6 dicembre e il 12 dicembre, nella discarica si registra del movimento. Vedi il particolare della foto che ritrae un recipiente in eternit. Attorno ad esso i panelli di colore arancione sembrano essere prima appoggiati e riposti a terra, inoltre sembra, ingrandendo la foto, che adesso il recipiente sia vuoto.

La presenza di frigoriferi o congelatori abbandonati, rappresenta senza dubbio una potenziale fonte di inquinamento a causa di diversi fluidi presenti al loro interno come gas CFC, HCFC, HFC o gli olii del compressore. Lo stesso pericolo è rappresentato dalla presenza di vecchi televisori che, se esposti alle intemperie, potrebbero contaminare le falde acquifere con i gas in essi contenuti. Come si vede nella foto, il container non presenta una copertura che protegge questi rifiuti dalle acque meteoriche.

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