“Ora ti scanno chi me manu”, arrestato a Monreale S.P. per estorsione nei confronti del titolare di un pub

Il monrealese, accusato anche di resistenza a pubblico ufficiale, adesso si trova al Pagliarelli

MONREALE – È stato arrestato all’alba di oggi con l’accusa di estorsione e di resistenza a pubblico ufficiale S.P., 41enne, monrealese.

Ed è proprio in seguito alle minacce rivolte ai Carabinieri della Stazione di Monreale che è scattata l’indagine.

I fatti risalgono al 20 giugno 2020 (VEDI ARTICOLO), quando l’uomo, recandosi presso un locale del centro storico monrealese, alle spalle del duomo, avrebbe minacciato e agito violentemente nei confronti del titolare: “Amo a manciare”, “na fare un piatto i pasta”, “na fare reci ri panini”, “tu u sai chiddu ca fari”. Con queste minacce aveva costretto il titolare del pub a preparargli panini e a servirgli birre.

Secondo l’accusa, S.P., alla consegna del cibo, avrebbe proferito altre frasi minacciose: “Ora ti scanno e ta scannare proprio io, chi me manu”, “t’ansignari a stari nacpu a tierra”, “ata a fari campari pure i famiglie”. In quell’occasione avrebbe colpito il titolare con uno schiaffo.

L’uomo avrebbe anche minacciato la moglie dell’esercente: “tu infame e indegna, trasitinni rintra ca scanno pure a tia”. Secondo l’accusa l’uomo si sarebbe così procurato un ingiusto profitto, cibo e bevande, senza pagarne il corrispettivo.

L’uomo è anche accusato di resistenza a pubblico ufficiale. Avrebbe infatti minacciato e usato violenza anche nei confronti dei carabinieri che erano sopraggiunti sul posto in seguito alla richiesta di intervento: “levate a divisa ca ti scanno, t’ammazzo e mi vivo u sangu, v’ammazzo a tutti e quattro, vi rugnu fuoco”, “si un cuinnutu, pezzo di merda, sbirro e infame”. Primizio in quell’occasione aveva prima afferrato e gettato per terra la cartella contenente i documenti di servizio del maresciallo, poi si era impossessato del telefono cellulare dello stesso maresciallo, gettandolo per terra e distruggendolo.

L’uomo questa mattina è stato condotto al carcere Pagliarelli.

Il Giudice per le Indagini Preliminari, Michele Guarnotta, nell’accogliere la richiesta di custodia cautelare in carcere per P., ha invece respinto la richiesta di carcerazione avanzata dal PM, Luisa Vittoria Campanile, per altri due monrealesi, presenti durante il fatto, “per carenza di gravi indizi di colpevolezza”.

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