Tonnellate di merce buttate al mercato di Palermo, le limitazioni penalizzano il commercio

Argano: "Le eccessive procedure burocratiche attivate per far fronte all'emergenza sanitaria hanno allontanato i nostri clienti, che si sono spostati su mercati limitrofi”

Al momento possono fare ingresso 269 persone e 647 negozianti. Numeri troppo bassi per una struttura di 40 mila metri

PALERMO – Le foto basterebbero per raccontare quanto sta accadendo al mercato ortofrutticolo di Palermo in questi giorni. Una crisi nera che ha coinvolto 67 aziende che contano su circa 400 unità lavorative.Tonnellate di banane, ciliegie, pesche e verdura sono state gettate via. Uno spreco di cibo che non si dovrebbe mai permettere, ma anche un danno economico per le imprese.

“La crisi da coronavirus si è manifestata tutta nel comportamento di chi fruisce del mercato quotidianamente – dichiara Alberto Argano, presidente dei commissionari e grossisti – siamo stati abbandonati per le eccessive procedure burocratiche che il Comune ha attivato per far fronte all’emergenza sanitaria che hanno definitivamente allontanato i nostri clienti, che si sono spostati su mercati limitrofi”. Argano da tempo denuncia la difficoltà del mercato, per il presidente il sistema di prenotazioni in piattaforma Sispi “ha stancato il fruitore abituale. Vanno tutti dove non ci sono controlli serrati né pressioni di alcun tipo e noi restiamo senza lavoro. Siamo in ginocchio, questo è il risultato: il totale flop economico-commerciale con tonnellate di frutta e verdura gettate nella spazzatura e il conto lo paghiamo sempre noi”. L’associazione chiede garanzie e sicurezza per eventi futuri che sono stati previsti per l’autunno, prevedendo sin da adesso gli interventi necessari per garantire una corretta fruizione dei servizi del Mercato Ortofrutticolo.

Da quando il lock down ha dettato le nuove condizioni di ingresso nello storico “scaro” i disagi che devono affrontare i concessionari sono diversi. Nonostante le misure di contingentamento Covid -19 siano state allentate rispetto alla fase 1, continuano ad essere penalizzanti e limitativi per il mercato di via Monte Pellegrino. Al momento possono fare ingresso 269 persone, tra produttori e con feritori, e 647 negozianti. Numeri troppo bassi per una struttura di 40 mila metri quadri che spesso resta vuota. Per questo chiedono all’amministrazione comunale di rientrare nel binario dell’ordinarietà, quindi con un’apertura libera senza nessuna prenotazione. Eliminare la prenotazione giornaliera e utilizzare la piattaforma Sispi per registrare un’unica volta i fruitori dei servizi, che sarebbero riconosciuti attraverso un QR code.

Richiesto dall’associazione grossisti un incontro urgente con i rappresentanti di categoria per eliminare il limite agli approvvigionamenti alimentari che “provocherebbe danni irreparabili sui prodotti stoppati alla porta e sulla qualità organolettica degli stessi ed infine potrebbe arrecare problematiche inerenti la sicurezza alimentare e danni economici per l’imprenditore. Il libero commercio privato di generi alimentari altamente deperibili non può sottostare a rigidità di sistemi amministrativi lenti e limitativi”.

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