Monreale, Mario Micalizzi mantiene il seggio in consiglio comunale, il TAR rigetta il ricorso di Michele Tusa

Il TAR ha ritenuto corretta la distribuzione dei seggi tra liste di maggioranza e quelle di opposizione

Mario Micalizzi manterrà il seggio in consiglio comunale. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia ha rigettato il ricorso presentato da Michele Tusa, candidato alle scorse amministrative nella lista “La Nostra Terra”, rappresentato dagli avvocati Stefania e Valeria Amato, contro il comune di Monreale e l’assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica, nei confronti della proclamazione a consigliere comunale di Silvio Terzo.

Michele Tusa

Gli avvocati, l’11 giugno 2019, avevano chiesto l’annullamento della proclamazione degli eletti avvenuta a maggio 2019. In quella circostanza erano stati attribuiti 14 seggi alle liste a sostegno del Sindaco eletto e 10 seggi alle liste e coalizioni perdenti. Secondo i legali di Tusa, primo dei non eletti nella lista “La Nostra Terra”, sarebbero invece spettati 15 seggi alle liste del sindaco e 9 a quelle dell’opposizione. Condizione che avrebbe fatto decadere il seggio di Silvio Terzo (eletto in Alternativa Civica) a beneficio di Michele Tusa.

 

Nell’attuale contesto consiliare, in caso di accoglimento della richiesta dei legali, a perdere il seggio non sarebbe stato Silvio Terzo ma Mario Micalizzi, primo dei non eletti in Alternativa Civica, ma insediatosi dopo l’uscita dal consiglio di Geri Valerio.

I legali di Tusa avevano chiesto al TAR una diversa interpretazione, ai sensi dell’articolo 4 , comma 6, della legge regionale n. 35/1997, che prevede l’assegnazione del 60 % dei seggi del Consiglio alle liste a sostegno del sindaco.

Secondo i legali ci sarebbe stato un errore nella ripartizione dei seggi, in quanto il calcolo del 60 % di quelli spettanti alla maggioranza era avvenuto mediante arrotondamento per difetto (il 60 % di 24 era pari a 14,4), cosicché la stessa aveva ottenuto il 58,33 % dei seggi, ovverosia una percentuale inferiore a quella normativamente prevista.

Su un numero totale di consiglieri assegnati al Comune pari a 24, alla maggioranza sarebbero dovuti andare, secondo i ricorrenti, 15 e non 14 seggi, i quali portavano a una maggioranza del 58,33 % per il Sindaco eletto.
Una posizione rigettata dal TAR. Riuniti in camera di consiglio (Presidente  Calogero Ferlisi, Consigliere Estensore Aurora Lento, Consigliere Sebastiano Zafarana), il giorno 2 luglio 2020 i magistrati hanno ritenuto corretto l’arrotondamento per difetto operato dall’ufficio elettorale in presenza di decimale inferiore a cinquanta centesimi; il 60% dei 24 seggi assegnati al Comune è, infatti, pari al 14,40 %, che va arrotondato per difetto a 14.

Il verdetto è dipeso da una recente legge regionale, del marzo 2020, che ha dato una interpretazione autentica della precedente normativa, superando il precedente consolidato orientamento.

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