Furti al museo diocesano, Pennisi: “Con il responsabile rapporti già interrotti ad ottobre”

"I locali dotati di impianti di videosorveglianza, abbiamo provveduto ad implementare l’informatizzazione e la digitalizzazione di tutti gli oggetti custoditi nel museo"

A Monreale giovedì 25 giugno sarà riaperto il museo diocesano, finito suo malgrado al centro della cronaca per furti di oggetti preziosi. 

Una bella notizia, finalmente, che riguarda il museo diocesano, dopo le cronache di qualche tempo fa riguardo i furti di oggetti preziosi custoditi al suo interno.

È stato un periodo davvero triste per il nostro museo, per i parecchi lavoratori che gravitano intorno e per l’intera città di Monreale la cui economia certo ne ha risentito – commenta l’Arcivescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi. – Il nostro patrimonio culturale e monumentale non ha eguali: la Cattedrale, il museo diocesano, il Chiostro, l’intero complesso monumentale sono tesori unici al mondo e apprezzati in ogni dove come anche i preziosi custoditi al loro interno, oggetti unici dal valore inestimabile. Ed è per questo che i furti che lì avvenivano rappresentano un fatto gravissimo”.

Il furto delle opere d’arte avveniva per mano di un ex collaboratore della diocesi che si occupava della custodia, del deposito e dell’allestimento di varie mostre di arte sacra. 

“L’attività investigativa dei Carabinieri è partita su denuncia della diocesi dopo segnalazioni di privati – continua Monsignor Pennisi. – Dall’inchiesta è emerso che alcune opere d’arte preziose venivano sostituite con copie in argento dorato. I carabinieri del nucleo beni culturali hanno individuato il responsabile con il quale i rapporti di collaborazione erano già stati interrotti lo scorso ottobre. Adesso ci auguriamo che questi fatti non avvengano più; i locali sono dotati di impianti di videosorveglianza e abbiamo provveduto ad implementare l’informatizzazione e la digitalizzazione di tutti gli oggetti custoditi nel museo e in tutte le chiese della diocesi. Le immagini digitalizzate saranno trasmesse alla Conferenza Episcopale Italiana e al data base dei carabinieri del nucleo beni culturali. Questa operazione almeno renderà molto più difficile spacciare sul mercato dell’antiquariato dei pezzi rubati”.

Il Museo diocesano, inaugurato nell’anno 2011, è allocato negli splendidi spazi che furono in parte della medievale abbazia benedettina e in parte della costruzione cinquecentesca dell’episcopio. Oltre l’eccezionale pregio delle opere custodite, già lo stesso complesso merita una visita per la natura stessa dell’architettura e per le eccezionali vedute che si possono godere da alcune sale: un panorama meraviglioso della grande valle della Conca d’oro e di Palermo e una visione ravvicinata del corpo absidale della Cattedrale.

La funzione dei Musei diocesani, come sottolinea l’Arcivescovo, non è meramente turistica ma anche didattica; grazie allo stesso Monsignor Pennisi e alla direzione del Museo si svolgono oggi attività didattiche fruite non solo dai gruppi di alunni locali ma anche, attraverso strumenti telematici, da utenti e studenti allocati in ogni parte del mondo. È in attuazione un progetto di interscambio culturale, fra gli altri, con l’Istituto di Cultura italiana di Praga. 

Il Museo riapre dunque, con l’applicazione dei dispositivi anti-Covid emanati dalle autorità nazionali e regionali al fine di garantire una visita in assoluta sicurezza che già i notevoli ampi spazi assicurano di per sè.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.