San Cipirello, incandidabilità dell’ex sindaco Geluso: l’avvocatura dello Stato assente in udienza

Il comune era stato sciolto per presunte infiltrazioni mafiose

Caputo: “Il Ministro propone lo scioglimento e poi diserta l’udienza. Può darsi che nel frattempo si siano resi conto dell’infondatezza della richiesta”

PALERMO – A rischio decadenza l’azione proposta dal Ministero dell’Interno, per chiedere al Tribunale di Palermo la dichiarazione di incandidabilità dell’ex sindaco Vincenzo Geluso e degli assessori Clesi e Russo.

Il Tribunale di Palermo, aderendo alla richiesta dell’ex Ministro Matteo Salvini, aveva fissato l’udienza in camera di Consiglio, per decidere sulla richiesta incandidabilità degli amministratori comunali, a seguito dello scioglimento degli organi amministrativi e del Consiglio Comunale decretato dal Presidente della Repubblica.

Gli avvocati Salvino Caputo, Giovanni Puntarello e Sabrina Causa, nell’interesse di Vincenzo Geluso, si erano costituiti in giudizio depositando una memoria con oltre 100 documenti finalizzati a dimostrare che l’ex Sindaco Geluso non aveva dato alcun contributo alla procedura di scioglimento del Comune. Tra l’altro il collegio aveva contestato la relazione del Prefetto di Palermo che aveva avviato la procedura di scioglimento del Comune.

Intanto, Geluso aveva presentato un esposto, essendo venuto in possesso di un esposto anonimo che denunciava presunte irregolarità. All’udienza camerale, davanti il collegio della prima sezione civile, si è registrata la clamorosa assenza del Ministero dell’Interno rappresentato dalla Avvocatura dello Stato.

“È assai singolare – ha evidenziato Salvino Caputo- che il Ministro propone lo scioglimento e poi diserta l’udienza. Può darsi che nel frattempo si siano resi conto dell’infondatezza della richiesta”.

Il Tribunale preso atto della situazione processuale deciderà nei prossimi giorni sull’esito del ricorso.

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