“Chi è rientrato in Sicilia dal 29 maggio dovrà osservare la quarantena?” ecco i chiarimenti della Regione

Si potrà interrompere il periodo di quarantena soltanto se nella valutazione clinicanon emergeranno dati riconducibili al Covid-19 | L'ordinanza

Il 3 giugno scorso il presidente della Regione Nello Musumeci ha firmato una nuova ordinanza nella quale chi rientra dal nord o da altre regioni non dovrà più osservare la quarantena obbligatoria.

Il problema nasce però per chi è arrivato in Sicilia due o tre giorni prima dall’entrata in vigore dell’attuale ordinanza perché molti ritengono che sia “inutile per tre giorni osservare una quarantena di due settimane, sapendo che il virus ha un periodo di incubazione che va dai 7-8 giorni. Detto ciò oggi la Presidenza della Regione Sicilia, nello specifico, l’assessorato alla Salute, dopo numerose richieste, ha pubblicato alcuni chiarimenti in merito a questa vicenda.

Coloro che hanno fatto ingresso in Sicilia nel periodo compreso tra il 29 maggio e il 2 giugno, e al momento sottoposti a quarantena, le USCA effettueranno un follow-up clinico, mediante triage telefonico, attraverso la compilazione della scheda sanitaria, e l’acquisizione di una autocerficazione che va a specificare il rischio di pregressa esposizione al Sars-CoV-2. Nel caso in cui all’interno della valutazione clinica non emergeranno elementi riconducibili al COVID-19, si potrà interrompere il periodo di quarantena.

Ovviamente se si dovesse interrompere il periodo di quarantena bisognerà ugualmente rispettare le distanze e indossare i dispositivi di protezione individuale. Coloro che, che hanno fatto ingresso in Sicilia a partire dal 3 giugno saranno integralmente esonerati, in ottemperanza a quanto disposto al livello nazionale dall’osservanza dell’isolamento domiciliare e del tampone rinofaringeo.

In basso potrete scaricare l’ordinanza.

 

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