Pioppo, Campanella fu escluso dall’elenco dei lavoratori stagionali dal decreto Crocetta: per il Giudice del lavoro fu una scelta illegittima

Caputo e Fucaloro: “Chiederemo il reintegro dal 2016, e avvieremo una azione di responsabilità contro chi ha firmato il provvedimento”

PIOPPO – Il giudice del lavoro ha ritenuto illegittimo il decreto dirigenziale “Crocetta”, che aveva comportato anche l’esclusione del monrealese Giuseppe Campanella, dipendente stagionale a tempo determinato dell’Amministrazione regionale delle Foreste, dagli elenchi vigenti dei lavoratori forestali.

Nel 2016 il Decreto cosiddetto “Crocetta”, emesso dall’Assessorato regionale alla Famiglia, aveva disposto la cancellazione dagli elenchi vigenti dei lavoratori forestali che avevano riportato condanne per reati legati alla criminalità.

Ne aveva anche pagato le conseguenze il monreale Giuseppe Campanella, dipendente stagionale a tempo determinato dell’Amministrazione regionale delle Foreste.

La vicenda venne ripresa dalla trasmissione “L’Arena”, condotta da Massimo Giletti, a seguito della quale la Rai fu condannata a risarcire i familiari del Campanella per le affermazioni del Giletti che indicava i Campanella di fare parte di una “famiglia mafiosa” (vedi articolo).

Oltre a querelare Giletti, i legali del Campanella, gli avvocati Salvino Caputo e Francesca Fucaloro, avevano impugnato il provvedimento regionale davanti il Giudice del Lavoro ritenendolo illegittimità. Si sarebbe trattato di un atto generico e privo di riferimenti legislativi, che inoltre non avrebbe tenuto conto che, dopo la condanna riportata nel 1968, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici comminata in danno del Campanella come sanzione accessoria era stata in interdizione temporanea dalla Corte di Appello di Palermo. Conseguentemente era venuto meno – secondo i legali – il divieto di intrattenere rapporti con la pubblica Amministrazione. Da qui la dichiarazione di illegittimità del decreto “Crocetta”, l’obbligo di reintegrare negli elenchi forestali il Campanella, e la condanna alla somma di 3000,00 euro per spese processuali.

“Adesso – hanno precisato Salvino Caputo e Francesca Fucaloro – chiederemo alla Regione di reintegrare con decorrenza 2016 il lavoratore anche dal punto di vista economico e previdenziale oltre che avviare una azione di responsabilità nei confronti di chi ha avuto responsabilità politiche ed amministrative nella emanazione di un provvedimento dichiarato illegittimo dalla Autorità Giudiziaria di Palermo“.

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