Monreale ricorda Falcone, commemorazione a San Castrense per il 28esimo anniversario della strage di Capaci

Pennisi: "Le nuove generazioni dicano ogni giorno un chiaro No alla subcultura mafiosa della morte, dell'odio e della vendetta"

Il presidente del Parlamento della legalità Mannino ha aderito all’invito rivolto da Maria Falcone di esporre un lenzuolo bianco in ricordo delle vittime di mafia

MONREALE – Sono passati ventotto anni, ma Falcone e Borsellino continuano a vivere nei cuori di chi porta avanti le loro idee. Si è svolta questa mattina una manifestazione commemorativa, organizzata dal Parlamento della Legalità Internazionale per commemorare il 28esimo anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovani Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo ed Antonio Mortinaro.

Nella chiesa di San Castrense si è svolta una celebrazione liturgica presieduta dall’arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi. La manifestazione poi si è spostata all’esterno dove è stato appeso davanti l’ingresso della chiesa un lenzuolo con l’effige dei due giudici siciliani.

Così il presidente del Parlamento della legalità, Nicolò Mannino ha aderito all’invito rivolto da Maria Falcone di esporre un lenzuolo bianco in ricordo delle vittime di mafia. All’iniziativa hanno partecipato autorità civili e militari: il generale interregionale della Guardia di Finanza Carmine Lopez; il colonnello del presidio militare Commiliter Franco Culeddu; il generale di brigata comando militare dell’esercito Claudion Dei e i sindaci Gigi Cino di Camporeale e Rosario Agostato di San Giuseppe Jato.

Il Parlamento della Legalità internazionale procede il suo cammino di crescita e cultura, durante l’anno verranno intitolate altre due ambasciate della legalità una con sede in Kenya e un’altra a New York.

“Falcone come Borsellino e tanti altri ci hanno testimoniato cosa significa vivere per la legalità e la giustizia – ha detto l’arcivescovo di Monreale durante l’omelia – compiendo il proprio dovere attraverso il proprio impegno quotidiano aperto alla speranza che è possibile lottare e sconfiggere la mafia, che è un fenomeno umano e non un fato inevitabile. La lotta alle mafie passa attraverso un rinnovato impegno educativo che porti ad un cambiamento della mentalità. La sua affermazione e la sua crescita – continua – sono affidati alla collaborazione di tutti. Per rilanciare un impegno positivo per la vita è importante dare risposte convincenti alle domande fondamentali sul senso dell’esistenza, per costruire una società più giusta e più fraterna aperta alla speranza. Ma il futuro si prepara con una grande e convinta adesione alla concretezza del presente. È importante soprattutto per le nuove generazioni dire ogni giorno un chiaro No alla subcultura mafiosa della morte, dell’odio e della vendetta e abbracciare la cultura che promuove i valori della giustizia, dell’amore e della pace, che ha come conseguenza una gioia profonda diversa da quella del mondo”.

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