Monreale, riapertura parrucchieri e barbieri: stesse tariffe, più spese, meno incassi

Meno personale, clienti per appuntamento, ma voglia di tornare alla normalità "Tante prenotazioni ma la differenza rispetto a prima c'è"

 

Con il secondo step della Fase 2, dal 18 Maggio anche a Monreale hanno finalmente potuto alzare la saracinesca parrucchieri, barbieri e centri estetici con obblighi di prenotazioni,  sanificazione, e massima sicurezza nell’approccio con i clienti. Gli operatori di bellezza hanno dovuto infatti adattarsi alle nuove disposizioni rivoluzionando i loro spazi, regolando la distanza tra le poltrone e armandosi di tutto punto di visiere, mascherine, camici e guanti in lattice. L’Inail e l’Istituto Superiore di Sanità avevano infatti predisposto le linee guida per la riapertura del settore, considerato uno tra i più a rischio per la “stretta prossimità con il cliente”, elemento che rappresenta una criticità da non sottovalutare. 

“Oltre a camici, mantelle, asciugamani e accappatoi monouso che mettevamo a disposizione delle nostre clienti anche prima – spiega la titolare della parrucchieria Lilly hairstyle – adesso ci siamo attrezzati con mascherine, guanti e persino visiere anche se, oltre a farci sembrare degli alieni, possono causare inconvenienti. Ieri per esempio, proprio a causa della visiera che indossavo sono stata male per le esalazioni di una permanente che sono state trattenute vicino al mio viso causandomi poi il malessere. Certo, è disagevole e poco pratico ma è l’unico modo per ricominciare a lavorare. Abbiamo poi istituito un totem con il gel disinfettante all’ingresso del salone e un dispenser dello stesso gel ad ogni postazione affinchè ci si possa igienizzare le mani prima di entrare e ogni volta che lo si ritenga opportuno. Abbiamo inoltre deciso di chiedere alle clienti di dotarsi di mascherina e guanti personali per evitare di doverle acquistare noi ed essere costretti ad alzare i prezzi. Siamo riusciti così a mantenere il nostro listino invariato.”

Secondo le nuove disposizioni infatti è necessario sanificare gli strumenti e le aree di lavoro al termine di ogni singolo trattamento disinfettando le superfici comuni e garantendo un ricambio d’aria regolare. 

“Per quanto ci riguarda – continua Lilly –  ogni sera sanifichiamo il pavimento di tutto il nostro salone, e oltre ad igienizzare le postazioni dopo ogni servizio, utilizziamo ogni strumento una sola volta per ogni cliente. La spazzola utilizzata su una cliente ad esempio viene messa da parte con il sanificatore e poi imbustata. Così facendo ogni persona avrà la sua spazzola che verrà riutilizzata solo l’indomani dopo opportuna sanificazione”. 

Tutti gli operatori del settore hanno dunque riaperto dopo oltre 70 giorni di chiusura e anche se il timore di non riuscire a riprendere le attività ha caratterizzato gran parte del lockdown, già con le prime giornate di lavoro regnano ottimismo e soddisfazione.

“Ci siamo organizzati seguendo tutte le normative e la gestione dei clienti in salone scorre in modo tranquillo” racconta con un sorriso l’hair stylist Giuseppe Balsano – la riapertura sta andando bene, lavoriamo per appuntamento e poco alla volta. Eravamo abituati diversamente ma in questo momento dobbiamo rispettare le regole sperando in un futuro migliore. L’importante però è essere ripartiti anche se il lavoro è diminuito: lavoriamo solo su appuntamento, possiamo far entrare soltanto fino a 3 persone alla volta con 1,5 metri di distanza tra loro ed un solo impiegato. Quando poi abbiamo i lavori tecnici per cui è necessario il tempo di posa (colore, meches, shatush) i tempi si dilatano. Non possiamo più inserire nel frattempo, come facevamo prima, altri servizi come pieghe o tagli, adesso siamo molto più limitati. Riusciamo in media a servire dalle 10 alle 12 persone al giorno e utilizziamo anche noi ovviamente guanti, mascherine e dispositivi monouso per garantire la sicurezza nostra e dei nostri clienti.  La nota dolente è che adesso abbiamo più spese e meno incassi. La differenza rispetto a prima c’è e si vede.

Ad incoraggiare è il grande numero di prenotazioni e l’entusiasmo nei confronti dei saloni di bellezza che per soddisfare la grande richiesta rimarranno aperti anche il lunedì e in alcuni casi allungheranno le ore di lavoro giornaliero. Probabilmente si lavorerà anche durante i giorni festivi e i mesi estivi, come raccontano diversi hair stylist, per stare al passo con l’agenda piena e per recuperare un po’ del tempo perduto.

I maggiori problemi sono di carattere economico. “Le spese sono rimaste quelle anche durante il periodo di lock down in cui siamo rimasti chiusi – commenta Salvatore Sabella, proprietario del Salone per uomo di via Roma – e adesso sono anche aumentate proprio perchè siamo costretti ad acquistare grandi quantità dei dispositivi monouso che siamo costretti ad utilizzare. Ci aspettavamo altri aiuti da parte dello Stato che non sono arrivati. Abbiamo ricevuto soltanto i famosi 600 euro che però servono a ben poco, forse solo a pagare le bollette. Per portare avanti un’attività ci vuole ben altro. Adesso diamoci da fare per smaltire il lavoro che si è accumulato durante il periodo di chiusura”.

Molti sono stati costretti a ridurre il personale per il minor numero di clienti che è possibile servire ogni giorno, in attesa di riprendere il ritmo che c’era prima dell’emergenza. Resta comunque la felicità di tornare al lavoro dopo tanto tempo e riprendere i contatti umani. Certo è che, oltre agli operatori che fremevano per poter tornare a lavorare, anche la clientela aspettava da molto questo momento, perché anche potersi sentire ‘belli’ aiuta a ritornare alla normalità dopo mesi di lockdown.

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