Beni per 150 milioni confiscati ad Andrea Impastato, terreni anche a Monreale

Andrea Impastato è considerato vicino alla mafia del Corleonese, in quanto vicino a Giuseppe Lipari, considerato uno dei principale referenti di Bernardo Provenzano

Ci sono alcuni appezzamenti di terreno tra i beni sequestrati ad Andrea Impastato, 72enne si Cinisi, dalla Polizia di Stato che ha eseguito un Decreto di Confisca di primo grado di beni emesso, su proposta del Procuratore della Repubblica di Palermo, dal Tribunale. I beni confiscati ammontano a oltre 150 milioni di euro e sono considerati provento di attività illecite commesse da Cosa Nostra.

Andrea Impastato è considerato vicino alla mafia del Corleonese, in quanto vicino a Giuseppe Lipari, considerato uno dei principale referenti degli interessi economici dell’allora boss latitante Bernado Provenzano per conto del quale aveva amministrato il suo ingente patrimonio.

Proprio dall’esame del materiale informatico sequestrato in casa del Lipari Giuseppe è emerso che l’Impastato era stato indicato dal Provenzano come uno dei principali referenti attraverso il quale il citato Lipari avrebbe potuto ottenere appoggio nell’attività di amministrazione e gestione dei beni.

Le indagini patrimoniali hanno permesso di ricostruire il patrimonio illecito di Impastato risultava poter disporre direttamente o indirettamente. Nel tempo, l’uomo aveva realizzato un “impero economico” costituito da numerose imprese operanti nel settore edile, in quello dei trasporti, dell’estrazione del materiale da cava, del turismo, da numerosi beni immobili. Tra questi, un intero complesso turistico – residenziale ubicato nella rinomata località marinara di San Vito Lo Capo (TP) ed un complesso immobiliare adibito a centro commerciale di oltre 50.000 mq a Carini, oltre a rapporti bancari e finanziari.

Impastato Andrea è figlio di Giacomo detto “u sinnacheddu“, esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, in costante relazione con i noti Badalamenti, e fratello di Luigi (cl. 43), già indiziato mafioso ed ucciso a Palermo a colpi d’arma da fuoco nel corso di un agguato di mafia il 22.09.1981.

Trai i beni confiscati emergono: una cava, complessi industriali di oltre 50 mila Mq ed una grossa struttura alberghiera in una località di elevato interesse turistico (San Vito Lo Capo).

Beni oggetto di confisca:

AZIENDE

  1. M.E.C. Mediterranea Edil Commerciale s.r.l con sede in CINISI
  2. IN.CA.S. Inerti Calcarei Sud s.r.l. con sede iN Montelepre (PA)
  3. MEDI. TOUR s.r.l. con sede IN Palermo
  4. Prime Iniziative s.r.l. con sede in Carini (PA)
  5. PARADAIS s.r.l. con sede in Montelepre (PA)
  6. IMPRESA INDIVIDUALE IMPASTATO  con sede a MONTELEPRE (PA)
  7. icocem S.R.L. CON SEDE A MONTELEPRE (PA)

BENI IMMOBILI

  1. QUARANTA APPEZZAMENTI DI TERRENO EDIFICABILI E NON UBICATI NELLE LOCALITA’ DI TERRASINI, CINISI, CARINI, MONTELEPRE, MONREALE, SAN VITO LO CAPO
  2. UNA CAVA PER L’ESTRAZIONE DI INERTI UBICATA IN CONTRADA UCCIARDO TRA LE LOCALITA’ DI CARINI E MONTELEPRE
  3. UN COMPLESSO INDUSTRIALE A CARINI ADIBITO A CENTRO COMMERCIALE DI MQ 50.000 CIRCA ATTUALMENTE LOCATO AD UNA SOCIETA’ DI GRANDE DISTRIBUZIONE COMMERCIALE. (AZIENDA QUEST’ULTIMA ESTRANEA AL PRESENTE PROCEDIMENTO)
  4. UN COMPLESSO INDUSTRIALE A CARINI ADIBITO ALLA PREPARAZIONE DI INERTI E CONGLOMERATI CEMENTIZI
  5. UN COMPLESSO INDUSTRIALE COSTITUITO DA PIU’ CAPANNONI UTILIZZATI PER LO STOCCAGGIO IN LOCO DI MERCI VARIE CONTO TERZI NELLA ZONA INDUSTRIALE DI CARINI
  6. COMPLESSO TURISTICO RESIDENZIALE DENOMINATO “CALAMANCINA RESIDENCE” SITO NELLA LOCALITA’ DI SAN VITO LO CAPO COSTITUITO DA NUMEROSI APPARTAMENTI E DA ALCUNE VILLETTE

SONO ALTRESI’ STATI CONFISCATI CONTI CORRENTI, DEPOSITI POSTALI E  TITOLI.

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