Parrucchieri e ristoranti aperti in Alto Adige, Musumeci: “Ripartenze? Roma dia linee guida”

Per i viaggi interregionali Musumeci vorrebbe proporre il primo giugno

Alcune regioni a statuto speciale anticipano i tempi previsti dal governo centrale

In Sicilia scalpitano parrucchieri e ristoratori che vorrebbero riaprire le loro attività prima del primo giugno. Per le categorie si apre uno spiraglio. Cruciale per l’eventuale deroga, al 18 maggio, sarà l’andamento dei contagi analizzato durante la fase 2.

Anche se in altre regioni a statuto speciale, come l’Alto Adige, da questa mattina sono aperti i parrucchieri, i bar e i ristoranti, come previsto dalla legge provinciale approvata la scorsa settimana. I saloni dalle prime ore del mattino stanno ricevendo i primi clienti con orario prolungato. I parrucchieri – secondo le direttive provinciali – indossano mascherine Ffp2, mentre per i clienti basta una semplice mascherina. Dopo un periodo di attività con servizio d’asporto, oggi anche i ristoranti e i bar possono accogliere clienti, con una distanza minima tra i tavoli di due metri. Anche qui obbligo di mascherina.

In Sicilia Nello Musumeci ha deciso di non forzare la mano e di muoversi con cautela e per ripartire chiede a Roma linee guida. “Entro queste linee le Regioni, rispettando ovviamente i criteri scientifici di contenimento dell’epidemia, dovrebbero svolgere un proprio ruolo adattando le regole nazionali alle realtà della propria Sanità”. L’Isola ieri ha registrato quattordici nuovi casi positivi, venticinque persone guarite e nessun nuovo ricovero.

Nel frattempo altre regioni vogliono anticipare i tempi previsti dal governo centrale. Liguria e Puglia, il 18 maggio, vorrebbero riaprire i parrucchieri mentre il Veneto le spiagge, ma c’è anche chi come la Calabria è stata stoppata dal Tar e ha dovuto richiudere.

“In una pandemia che non conosce confini, il fattore Autonomia di cui sono un difensore – dice il governatore siciliano – può giocare fino a un certo punto. E aggiungo che è apprezzabile il lavoro comune fatto dal governo e dai presidenti di Regione di tutte le parti politiche con quelli di centro-destra in ampia maggioranza”.

Riguardo alla situazione epidemiologica nazionale e siciliana, il governatore ha aggiunto “il mio primo pensiero è quello di dire ai siciliani, nell’interesse della loro salute e della loro economia, di non rovinare il risultato che hanno ottenuto nelle scorse settimane durante le quali si sono comportati bene e hanno smentito pregiudizi sul loro individualismo. Dobbiamo stare attenti perché la paura sembra finita. Invece il virus è in agguato”.

“Capisco lo stato d’animo di alcuni miei colleghi – ha evidenziato il presidente – ma dev’essere Roma a dare più flessibilità alle Regioni, considerando che nel Sud la situazione sanitaria ed economica è diversa da quella del Nord-Ovest”.

In merito ai viaggi interregionali, Musumeci ha sottolineato che spetta “al Governo decidere. Io sarò chiamato a fornire un parere e proporrò il primo giugno. Io avrei aperto i parrucchieri dal 4 maggio. Ma sul piano sanitario è Roma che deve assumersi la responsabilità delle linee-guida da fornire alle Regioni. L’ epidemia non è finita e non intendo accreditare liberi tutti”.

 

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