Pavia, Giovanni l’infermiere siciliano inizia la sua carriera nell’ospedale del “paziente 1”

Giovanni: "Quando sono arrivato c’erano pochissime persone intubate, adesso tutte”

La sua laurea è stata anticipata di un mese e a distanza di 10 giorni dalla proclamazione il giovane di Balestrate era in corsia

PAVIA – Si è laureato in Infermieristica il 5 marzo con un mese di anticipo rispetto alla data prevista. Dopo 10 giorni era in corsia al Policlinico San Matteo di Pavia dove fino a qualche giorno fa si trovava ricoverato il “paziente 1”.

A distanza di un mese dal 20 febbraio, data in cui si è registrato il primo italiano contagiato dal coronavirus sul territorio nazionale, Giovanni Provenzano, giovane di Balestrate, ha iniziato il suo percorso lavorativo nel reparto malattie infettive. Il 23enne da tre anni studiava a Pavia, l’ambizione era quella di diventare un infermiere. Il suo desiderio si è avverato e anche in breve tempo ma la sua carriera inizia nel mezzo di una pandemia.

“Dopo 10 giorni dalla laurea sono stato assunto al San Matteo e gettato in mare aperto. Ho visto realizzare in un giorno il reparto di terapia intensiva, dove sono stati trasferiti i pazienti più gravi. Quando sono arrivato c’erano pochissime persone intubate, adesso lo sono tutte”. Racconta così il neo infermiere il suo arrivo in uno degli ospedali di frontiera nella lotta contro il Covid-19. “Nel reparto dove sono io ci sono pazienti dai 60 anni in su. C’è tanta sofferenza. Ci sono molti ricoverati con il coronavirus e con patologie pregresse ma per il coronavirus pochissime”.

“Sto affiancando i colleghi, si corre, e spesso non hanno il tempo necessario per spiegarmi le cose. Sto cercando di apprendere in maniera autonoma anche studiando sui libri. I primi giorni sono stati traumatici, ero lì e a volte mi sentivo inutile nella gestione del paziente critico. Adesso va un po’ meglio, mi sto mettendo a passo con gli altri infermieri. Come prima esperienza mi farà crescere tantissimo, sia dal punto di vista psicologico perché vedere morire tante persone non è così scontato, sia sotto l’aspetto tecnico-gestionale, perché lavorare sotto stress ti rende più autonomo possibile. Un periodo che non scorderemo mai”.

Nel frattempo è entrata nel vivo al Policlinico di Pavia la sperimentazione della plasmaterapia. Il protocollo è stato predisposto dal servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale del San Matteo, in collaborazione con altre strutture come l’Ats di Mantova. I primi due a donare sono stati i medici di Pieve Porto Morone (Pavia), marito e moglie, primi casi di contagio da Covid-19 in provincia di Pavia.

 

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