Siviglia, Antonio Di Benedetto: “Si esce secondo il numero civico. Dimezzata la gente in strada”

"Tieni duro Monreale", il medico monrealese vive in Andalusia da 6 anni

“Tieni duro Monreale” è il messaggio d’augurio del medico monrealese in Andalusia da 6 anni

“Qui da martedì hanno introdotto un provvedimento valido. Si può uscire secondo il numero civico un giorno i pari e un giorno i dispari”. Lo racconta Antonio Di Benedetto di origine monrealese ma che vive a Siviglia da 6 anni.

Antonio vive in Spagna ma il suo cuore batte forte anche per l’Italia e in questo periodo, particolarmente difficile, segue con attenzione l’evoluzione dell’epidemia nel suo paese. Medico di chirurgia estetica lavora nella sanità privata anche se al momento presta volontariato in un ente no profit dove svolge assistenza telefonica.

In questi giorni a Monreale sembra che la gente abbia abbassato la guardia ed è tornata ad uscire quasi normalmente. Diverse le segnalazioni della presenza di tante persone in via Aldo Moro, via Roma e via Venero dove si concentrano i principali esercizi commerciali. Al vaglio del sindaco di Monreale la decisione di adottare provvedimenti ancora più restrittivi. Arcidiacono starebbe pensando di autorizzare le uscite da casa in ordine alfabetico secondo il cognome. Nel frattempo annuncia controlli serrati. A Siviglia i cittadini escono a giorni alterni e Antonio racconta che “funziona, è stata dimezzata la gente in strada. Qui rispettano le regole”.

“La situazione in Andalusia é relativamente sotto controllo anche se hanno fatto gli stessi errori dell’Italia, ovvero tanta gente di Madrid si é spostata al Sud. Gli ospedali non erano preparati all’emergenze, anche la ricca Madrid si é trovata impreparata figuriamoci qui a Siviglia. Al momento le strutture sanitarie reggono”.

L’Italia sul fronte del sostegno alle famiglie e alle aziende è un passo avanti rispetto alla Spagna, che invece sta studiando dei decreti per aiutare autonomi e imprese. Nella città ancora non sono stati registrate situazioni di allarme sociale anche se qualche malcontento sembra dilagare già sui social. “Non si sono ancora viste scene di saccheggi come a Palermo. Qui il lavoro nero é molto diffuso. La gente sembra tenere botta ma lo Stato non sembra essere preparato a tutto questo, Sanchez sta subendo pesanti critiche”.

 

1 Commento
  1. Gianna scrive

    I cittadini con un minimo di senso civico si possono adattare a qualunque regola o restrizione, perché disposti a far il bene proprio e altrui, ma quanto può servire stabilire uscite x ordine alfabetico, se poi in barba a qualsiasi regola, c’è gente in giro e nessun controllo?
    Io personalmente nn vado in giro dall’8 marzo. Esco però x andare a lavoro, per mia fortuna vicino casa e nn passo dal centro della città. Mi capita però di sentire racconti di chi passa da zone tipo Piazza Spasimo, Piazza V. Emanuele, dove spesso c’è molta gente in gran numero, forse anche nn tenendo la distanza opportuna e nessuno che sia appartenente alle forza dell’ordine…..so che i controlli cmq si fanno, però forse qualcosa sfugge!

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