Caputo (FI): “Il Governo regala 71 milioni a Tunisia e Bolivia”. Di Maio: “È un’erogazione di credito, un accordo di 3 anni fa”

Per quanto riguarda i 21 milioni destinati alla Bolivia la Farnesina precisa che "sono un credito non ancora erogato"

Farnesina: “Sorpresi dalle polemiche, il 27 marzo avevamo già chiarito che non si tratta di un dono per far fronte all’emergenza Covid-19”

Mentre le nostre imprese artigianali, agricole e commerciali rischiano il fallimento perché a oggi il Governo nazionale non ha fatto giungere concretamente un euro e molte di esse non riapriranno più e continuano a chiedere ai cittadini di contribuire con donazioni alla Protezione civile, regaliamo 71 milioni di euro a Bolivia e Tunisia per sostenere il loro contesto aziendale. Una vergogna alla quale bisogna porre immediato rimedio”. A dichiararlo è il Deputato regionale di Forza Italia Mario Caputo che, in nome di tutto il gruppo parlamentare di Forza Italia all’Ars, ha predisposto un ordine del giorno per chiedere al Governo regionale di intervenire per bloccare tali finanziamenti ad aziende estere.

“Si tratta di una decisione irresponsabile e incomprensibile – ha aggiunto Mario Caputo -. In un momento in cui in tutta la Nazione si rischiano fenomeni di turbativa dell’ordine pubblico per la totale mancanza in concreto di aiuti economici per le famiglie e molti Magistrati lanciano l’allarme usura per le nostre piccole imprese, il Governo Italiano si priva d’ingenti risorse sottraendole ai cittadini. Chiederò al Governo regionale di assicurare un intervento presso il Presidente Conte per bloccare immediatamente una decisione che certamente compromette il sistema di aiuti ai nostri concittadini”.

In merito alle polemiche sollevate nelle ultime ore, la Farnesina il 27 marzo aveva già chiarito che è falso che l’Italia ha donato 50 milioni di euro alla Tunisia e 21 milioni di euro alla Bolivia per far fronte all’emergenza Covid-19.  “Quello nei confronti della Tunisia non è un dono, né un regalo, bensì un credito (di aiuto) – precisa la Farnesina – che rientra nel quadro del più ampio Memorandum of Understanding Italia – Tunisia siglato nel 2017. Il contratto di finanziamento – si legge nella nota stampa – è stato perfezionato il 18 marzo 2019, contestualmente alla sottoscrizione del relativo accordo intergovernativo Italia – Tunisia, su risorse del Fondo Rotativo per la Cooperazione allo Sviluppo (ex lege 125/2014) di cui CDP è gestore per sostenere gli investimenti privati nel settore agricolo e dell’economia sociale e solidale. Si tratta dell’esecuzione di un’intesa bilaterale poi giunta nel marzo 2019. Sorprendono non poco le strumentalizzazioni giunte al riguardo. Si evince facilmente, dunque, che la finalità del credito, proprio perché connessa ad accordi del 2017, non potrebbe essere collegata in alcun modo all’emergenza Covid, ma a un programma a supporto delle PMI tunisine definito a livello intergovernativo nella prima metà dello scorso anno. Programma di supporto come peraltro ve ne sono molteplici e dei quali, si ricorda, giova in modo indiretto anche il tessuto imprenditoriale italiano attivo sul territorio.

Per quanto riguarda i 21 milioni destinati alla Bolivia la Farnesina precisa che “sono un credito non ancora erogato deciso secondo un accordo intergovernativo firmato il 15 maggio 2014 ed entrato in vigore il 14 maggio 2018”. 

La smentita arriva anche dal Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio che durante il Question Time al Parlamento chiarisce che si tratta di un’erogazione di credito nei confronti di Stati esteri, un processo avviato tre anni fa. “I programmi sono stati siglati negli anni passati e non hanno nulla a che fare con l’emergenza Covid-19. Le date dimostrano la pretestuosità di certe polemiche. Accetto le critiche ma non accetto il tentativo di dipingere i fatti diversi da quello che sono per diffondere la falsa idea che il governo stia decidendo ora di destinare risorse ad altri Paesi. In un gioco a somma zero – conclude Di Maio – che sacrificherebbe gli interessi dei nostri concittadini, non mi sembra in questo momento un atteggiamento costruttivo. Non è patriottico generare del caos con informazioni false già rettificate”.

Nei giorni scorsi un’altra polemica si era sollevata in merito ai 200mila euro dati al settore sanitario somalo. Anche su questa somma di denaro è arrivata la precisazione della Farnesina. “Sono parte di un’iniziativa umanitaria del 2019 svolta di concerto con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nell’ambito di questa iniziativa tali specifici fondi sono stati ridestinati solo dopo alla dotazione di apparecchi per la diagnosi della pandemia in corso. Oltre i fatti c’è poi una questione di principio”.

“Nel frangente attuale – dichiara la Farnesina – aiutare i paesi a rafforzare i loro sistemi sanitari è nell’interesse di tutti. Dobbiamo evitare che l’epidemia ritorni attraverso i normali flussi di persone anche attraverso i nostri cittadini che viaggeranno verso paesi extra UE e che da questi paesi ritorneranno in Italia. Non possiamo dimenticare – aggiunge – che la solidarietà è sempre stata un cardine della politica estera italiana. Le grandi iniziative di amicizia e vicinanza che stiamo vedendo in questi giorni lo dimostrano. Siamo un grande Paese e siamo fieri di questo”.

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