Monreale, lo studio al tempo del Coronavirus

Tra lezioni a distanza, in videoconferenza, compiti inviati via mail o attraverso il portale della scuola, le scuole di Monreale si organizzano

MONREALE – Lezioni a distanza, in videoconferenza, compiti inviati via mail o attraverso il portale della scuola, ma anche lunghe giornate senza fare nulla. 

È tempo di riorganizzazione in tutti gli istituti scolastici. La sospensione delle attività didattiche stabilite con il Decreto Presidenziale del 4 marzo ha colto di sorpresa il mondo della scuola. E molta apprensione c’è tra le famiglie degli studenti, soprattutto per quelli che si trovano a dovere affrontare gli esami di Stato o devono conseguire la licenza media.

In tutti gli istituti si corre ai ripari. Il decreto ministeriale prevede l’attivazione, “ove possibile e per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, di modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità”.

La Professoressa Beatrice Moneti, dirigente dell’istituto monrealese Veneziano-Novelli, spiega come, appena uscito il decreto, si sia immediatamente attivata per  avviare una serie di incontri con i docenti.

“Ho convocato diversi sottogruppi del collegio docenti, 10 insegnanti di volta in volta per garantire il rispetto delle disposizioni ministeriali. Abbiamo discusso su come intervenire e uniformare le nostre azioni”.

D: Cosa avete deciso?

R: Abbiamo immediatamente attivato i canali telematici per contattare famiglie e ragazzi. La scuola secondaria di primo grado disponeva già da anni di piattaforme virtuali ampliate. Ogni docente ha attivato il contatto con i propri alunni. Non utilizziamo videoconferenze ma le piattaforme ARGO DidUP e Edmodo (la rete che consente agli insegnanti di condividere contenuti, assegnare quiz, compiti e gestire la comunicazione con studenti, colleghi e genitori, ndr). I docenti hanno assegnato esercitazioni e le consegne avvengono attraverso le mail o le piattaforme.

D: Cosa prevede l’attività didattica?

R: Nel corso di questi 10 giorni faremo innanzitutto approfondimenti sul programma già svolto e attività di recupero. Se l’interruzione dell’attività scolastica dovesse perdurare invece si affronteranno nuove unità didattiche.

D: Tutti gli insegnanti si stanno adoperando?

R: La decisione del collegio è stata presa per tutte le discipline. Ogni docente riporta l’attività svolta sul registro elettronico. Ho chiesto che rimanga traccia del loro lavoro, che può avvenire anche in maniera flessibile, di mattina o di pomeriggio.

D: Queste assenze, soprattutto se dovessero prolungarsi, possono comportare la perdita dell’anno scolastico?

R: Assolutamente no, si tratta di assenze in deroga che non devono essere recuperate. 

D: Indubbiamente l’interruzione delle attività didattiche e lo svolgimento di questo tipo di lezioni non può non comportare un deficit sulla preparazione degli studenti.

R: Abbiamo le prove invalsi da affrontare, confluiscono per il voto di ammissione all’esame. Ci sono competenze di base da documentare. Certamente non tutti i traguardi saranno raggiungibili, ma al momento non nutriamo grossi timori sulla preparazione degli studenti. Dopo il 15 marzo vedremo quali decisioni prenderà il governo.

D: Come hanno risposto le famiglie?

R: Abbiamo avuto un buon riscontro. Stiamo molto attenti a garantire le stesse opportunità alle famiglie indigenti fornendo materiale cartaceo ai ragazzi che non dispongono degli strumenti informatici necessari per la didattica a distanza. 

Ma poniamo molta attenzione anche per gli studenti portatori di handicap. 

Ogni insegnante di sostegno è responsabile del percorso di studi del ragazzo, che non deve essere tenuto ai margini. In questo caso i docenti sono lasciati liberi di attivare opportune modalità con la famiglia. Alcuni si recheranno direttamente a casa dell’alunno.

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