Coronavirus, Gismondo: “È una follia, uccide di più l’influenza”

Parla la virologa de Sacco di Milano: "Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale"

Gite scolastiche annullate, manifestazioni sportive sospese, sfilate di moda a porte chiuse, ed ancora corsa alle mascherine e ai prodotti igienizzanti per le mani nelle farmacie. Se quella sulla diffusione del coronavirus non è diventata psicosi nazionale poco ci manca.

Non c’è luogo dove non si parla di questo virus, della sua virulenza, improvvisandosi  esperti virologi, e si sostengono le ipotesi più impensabili sulla sua nascita e sulle cause del contagio. A partire da quella del virus creato nei laboratori cinesi per scopi militari. Tesi sostenute senza ombra di dubbio, anche se prive di qualsiasi base scientifica che le sostenga.

Ed invece, di fronte ai numeri, quelli veri, rimane molto scetticismo. A provare a fornirli è la dott.ssa Maria Rita Gismondo, direttore responsabile di Macrobiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze, presso il laboratorio dell’Ospedale Sacco di Milano. È qui che vengono analizzati da giorni i campioni di possibili casi di coronavirus.

Il suo appello è stato lanciato su Facebook: “A me sembra una follia. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così. È una follia, uccide di più l’influenza”.

“È una follia, uccide di più l’influenza”

La Gismondo prova a fornire alcuni dati: “Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per Coronavirus 1!!!”

“Guardate i numeri – continua ancora la direttrice in un altro post – questa follia farà molto male, soprattutto dal punto di vista economico”. “I miei angeli sono stremati, corro a portar loro la colazione”. Gli angeli sono i suoi colleghi che lavorano in laboratorio.

“Abbiamo sfornato esami tutta la notte, in continuazione arrivano campioni, forniamo risposta in 3 ore”.

Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale

I dati: Secondo i “dati per influenza stagionale riferiti dall’Istituto superiore di sanità – scrive la direttrice – alla 7a settimana della sorveglianza sono stati segnalati 157 casi gravi di cui 30 deceduti» e «durante la 6a settimana del 2020 la mortalità (totale) è stata lievemente inferiore al dato atteso, con una media giornaliera di 217 decessi rispetto ai 238 attesi”.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.