Spese pazze al Comune di Partinico, nella bufera il Commissario Arena

Le contestazioni vanno dai pasti consumati in giornate di festa, agli spostamenti in auto blu in occasione di impegni non istituzionali

La Digos di Partinico avrebbe aperto un’inchiesta dopo le dichiarazioni dei Consiglieri comunali

Una serie di gravi accuse sono state mosse dalla commissione d’inchiesta del Consiglio comunale di Partinico al commissario straordinario del Comune Rosario Arena.

Si tratta di anomalie che la commissione avrebbe riscontrato nel comportamento del commissario chiamato ad amministrare il Comune in seguito alle dimissioni del sindaco Maurizio De Luca.

Dai pasti consumati in giornate di festa, agli spostamenti in auto blu in occasione di impegni non istituzionali, all’utilizzo di alcuni agenti di Polizia Municipale come autisti. Un vero e proprio atto d’accusa è stato quello della Commissione nei confronti di Arena, un ex ufficiale della Guardia di finanza.

Tra le anomalie riscontrate ci sarebbero alcune fatture emesse esclusivamente da esercenti di Balestrate e rimborsi di pasti consumati in giornate festive. Emblematico sarebbe il caso di un pasto consumato a Ferragosto. Secondo quanto sostiene la commissione d’inchiesta consiliare, ci sarebbe “un disallineamento” con la Legge in vigore.

Gli occhi dei consiglieri comunali che hanno indagato sono finiti anche sul registro di bordo dell’auto di rappresentanza del Comune di Partinico utilizzata dal commissario per i suoi spostamenti. Un agente di Polizia municipale sarebbe anche stato utilizzato spesso per gli spostamenti (facendo poi un passo indietro).

Le accuse sono state mosse ad Arena nel corso dell’ultima seduta di Consiglio comunale e ora anche la Digos del locale Commissariato starebbe iniziando ad acquisire informazioni.

Arena nel corso dei mesi scorsi Rosario Arena aveva fatto scoppiare un altro scandalo a Partinico di una presunta “gettonopoli”. Secondo il commissario alcuni consiglieri comunali avrebbero incassato nel corso degli ultimi 10 anni importi derivanti da gettoni di presenza per la partecipazione alle commissioni consiliari non dovute.

Risale alla fine di gennaio, invece, l’insediamento della commissione inviata dal Ministero dell’Interno per verificare la presenza di infiltrazioni mafiose.

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