Renzi: “Il reddito di cittadinanza è un fallimento”, Costantini: “Strumento valido, opportunità per la città”

A Monreale 800 persone in attesa di essere chiamate per svolgere un’attività lavorativa

“Con il reddito abbiamo dato sostegno a 2 milioni e mezzo di persone, sono uscite dalla povertà”

MONREALE – «Il reddito di cittadinanza è un fallimento – dichiara Matteo Renzi nel salotto di Bruno Vespa -. Impiegati soldi per 2,3 milioni di persone ma solo l’1,7% ha trovato lavoro. Il mafioso Gaetano Scotto – prosegue il senatore – è stato interrogato e ha detto che ha il reddito di cittadinanza. Meglio abolire il reddito di cittadinanza e mettere i soldi per il taglio delle tasse alle aziende».

Renzi: Impiegati soldi per 2,3 milioni di persone ma solo l’1,7% ha trovato lavoro.

A livello nazionale il leader di Italia Viva ha riportato al centro del dibattito la validità del reddito di cittadinanza. A Monreale circa 800 persone sono ancora in attesa di essere chiamate per svolgere un’attività lavorativa. Un’attesa lunghissima, forse infinita. Ma per il consigliere comunale monrealese del Movimento Cinque Stelle, Fabio Costantini, il reddito di cittadinanza conserva la sua validità.

A Monreale 800 persone in attesa di essere chiamate per svolgere un’attività lavorativa

D: Consigliere Costantini, in tanti preferiscono lasciare il lavoro svolto, per fruire del reddito di cittadinanza che permette di percepire quasi la stessa cifra ma senza lavorare, senza costi, spostamenti, senza impiegare tempo. 

R: Bisogna valutare se i dati sono corretti. Potrebbe trattarsi solo di dicerie o di luoghi comuni. Non credo che il reddito incentivi a lasciare il lavoro, a meno che non si tratti di posizioni irregolari e invece di regolarizzare la propria posizione si punta a percepire il reddito.

D: Le forze dell’ordine continuano a scovare in tutt’Italia, soprattuto nel SUD, percettori del reddito che lavorano in nero. Questo dimostra che la formula non è servita per eliminare il lavoro sommerso.

R: È uno strumento di emersione. Vengono fatti controlli incrociati, sia nei luoghi di lavoro, dove emergono lavoratori in nero, ma anche sui percettori del reddito, andando a scovarli poi nei posti di lavoro.

Non si può parlare quindi di fallimento. Queste notizie creano allarmismo sociale, ma va visto nella giusta ottica. Se lo strumento viene utilizzato in modo illegale non significa che non sia valido. Al pari delle indennità per invalidità. La presenza di falsi invalidi non significa che lo strumento di sostegno per chi ha realmente l’invalidità non sia valido.

D: Il M5S rinfacciava in passato a Renzi la politica degli 80€ come populista? Non pensa che il reddito di cittadinanza sia una scelta analoga?

R: No, con il reddito abbiamo dato sostegno a 2 milioni e mezzo di persone. Sono quelle che si trovano in una fascia di reddito di gran lunga distante da quella alla quale si era rivolto Renzi. 

Gli 80 € di Renzi sono stati molto criticati perché non si rivolgevano agli incapienti o ai soggetti con reddito molto basso. Invece noi ci rivolgiamo a chi sta sotto la soglia di povertà. Circa 2 milioni e mezzo di persone sono uscite così dallo stato di povertà. E l’indice Gini (che misura la diseguaglianza nella distribuzione del reddito o anche della ricchezza, ndr) dimostra che c’è una assoluta inversione di tendenza per quanto riguarda la diseguaglianza dei redditi.

D: Perché non potenziare il REI (Reddito di Inclusione)? 

R: No. Il REI è uno strumento che riconosceva un piccolo sostegno a pioggia, senza controllo sulle spese, non legato al reinserimento lavorativo. Era solo uno strumento assistenziale.

D: Il reddito di cittadinanza esiste in tanti paesi, e funziona. Ma sono paesi dove c’è lavoro. In Italia non si riesce a quasi un anno dalla sua istituzione ad offrire il lavoro quasi a nessuno. È uno strumento non adeguato alla realtà occupazionale italiana?

Sto preparando un’interrogazione al sindaco per capire perché il nostro comune non si sia già attivato

R: Il problema in Italia è che bisogna mettere in moto i centri per l’impiego e creare una sinergia funzionante anche con gli enti pubblici. Così da creare servizi di pubblica utilità da fare svolgere ai percettori del reddito. È un problema di ritardo infrastrutturale.

D: Non mancano quindi le opportunità di lavoro?

R: Le opportunità di lavoro non sono tantissime, ma quelle che ci sono non sono state immesse correttamente nel circuito del lavoro.

D: A Monreale circa 800 persone percepiscono il reddito e attendono di lavorare. Quando cominceranno? 

R: Sto preparando un’interrogazione al sindaco per capire perché il nostro comune non si sia già attivato, quando in molti altri comuni invece si. Se verranno inserite in un circuito virtuoso, queste persone andranno a fornire in modo continuativo servizi di utilità pubblica. Si tratta di una grande opportunità per la città.

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