“Mi avete puntato il dito dicendo che stavo minacciando la salute del paese”, studentessa rientra a Partinico da Shanghai

Discriminare gli altri soltanto per il colore della pelle o per la razza vi rende davvero piccoli. Siete stati bravissimi a puntare il dito senza conoscere e senza sapere

“Abbiamo misurato la febbre ogni giorno e siamo stati in isolamento prima di partire. Non avrei mai messo a rischio i miei cari”

PARTINICO – È rientrata in Italia il 31 gennaio Marika Digato. La studentessa partinicese di 25 anni ha dovuto interrompere, a causa dell’emergenza coronavirus, il percorso di studi a Shanghai messo a disposizione dall’Università di Torino. Per lei il ritorno nella sua città non è stato facile. Tra abbracci e messaggi di conforto c’è stato anche chi ha manifestato timore e paura per un eventuale contagio.

“Ci tenevo a fare una riflessione per tutta quella gente (non poca) che non sapendo mi ha puntato il dito contro”. Inizia così lo sfogo che la ragazza scrive su Facebook. “Sono tornata in Italia dopo una settimana chiusa in casa nel mio appartamento a Shanghai – racconta – con i miei amici, abbiamo attraversato dei momenti duri, di immenso sconforto, di tristezza e di delusione. Abbiamo ricevuto tanti messaggi di solidarietà, di vicinanza e di affetto. Purtroppo tutto questo affetto è scomparso una volta messo piede in Sicilia. Non avrei mai messo a rischio la mia famiglia, i miei amici e il mio fidanzato se avessi avuto il minimo dubbio di avere qualcosa. Siamo stati in contatto con il consolato italiano a Shanghai, con dottori italiani che vivono a Shanghai, abbiamo misurato la febbre giorno per giorno e siamo stati in isolamento prima di partire proprio per evitare di contrarre il virus”.

Siete stati bravissimi a puntare il dito senza conoscere e senza sapere

La ragazza era a Shanghai da 5 mesi e ne resterebbero ancora 5 da fare nella città cinese. Al secondo anno del corso di laurea magistrale in International Relations, dopo aver vinto la Borsa di studio, Marika si era trasferita all’Università di Shanghai.

“Mi avete puntato il dito dicendo che stavo minacciando la salute del paese”

“Shanghai dista circa 850 km da Wuhan e i contagi erano davvero irrisori in città – continua la giovane su Facebook – per non contare che noi non abbiamo frequentato nessuno prima di tornare in Italia. Ma non è questo il punto. Siete stati bravissimi a puntare il dito senza conoscere e senza sapere.

Mi rivolgo soprattutto a voi compaesani, che avete puntato il dito dicendo che stavo minacciando la salute del paese, mi piacerebbe che usaste la stessa rabbia che avete avuto nei miei confronti verso qualcosa o qualcuno che da anni ci avvelena, non bisogna nemmeno fare nomi.  Imparate a lottare per ciò che è giusto; imparate a giudicare dopo aver ascoltato; imparate ad essere solidali e non razzisti.

Imparate a giudicare dopo aver ascoltato; imparate ad essere solidali e non razzisti

Volevo anche dirvi che i cinesi che lavorano da anni nel nostro paese non sono un virus, sono persone come noi. Discriminare gli altri soltanto per il colore della pelle o per la razza vi rende davvero piccoli. Se è questa la realtà in cui volete fare crescere i vostri figli fate pure, se invece volete cambiare la realtà siamo ancora in tempo per farlo partendo dall’amore per noi stessi e per gli altri. Pace e amore e forza Cina”.

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