Doping nelle palestre, 4 arresti e 21 indagati tra Partinico e Cinisi

Ora 25 body builder siciliani sono indagati dal sostituto procuratore Giorgia Spiri e dall’aggiunto Sergio Demontis

I Carabinieri del Nas di Palermo hanno eseguito quattro arresti (misura cautelare degli arresti domiciliari) tra Partinico e Cinisi dopo che hanno scoperto un giro di vendita e somministrazione di sostanze dopanti all’interno di alcune palestre. 

I giovani atleti che volevano aumentare la propria forza e la propria massa muscolare si rivolgevano a loro e acquistavano e assumevano ogni tipo di sostanza dopante per esibirsi nelle competizioni professionistiche a livello nazionale ed internazionale di body building. Prendevano di tutto, anche sostanze ritenute pericolose per la salute. 

Ora 25 body builder siciliani sono indagati dal sostituto procuratore Giorgia Spiri e dall’aggiunto Sergio Demontis dopo un’indagine cominciata il 29 maggio 2016. Le indagini sono iniziate dopo una gara ciclistica amatoriale in provincia di Palermo. I Nas trovanono un atleta positivo a un test antidoping al trofeo di Mountain bike Baronessa di Carini.

Tra i casi accertati c’è stato anche chi avrebbe assunto il medicinale veterinario Stargate, un farmaco a base di stanozololo normalmente utilizzato per il potenziamento muscolare e scheletrico di cani e gatti.

Le indagini sono durate 4 anni e questa mattina è scattato il blitz. Per quattro degli indagati, considerati i capi dell’organizzazione, il gip di Palermo Marco Gaeta ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, su richiesta della Procura. Si tratta di Cesare Monte di Partinico, Gaspare Aiello di Partinico, Filippo Masucci di Palermo e Francesco Di Rosalia di Cinisi. Dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione, al possesso e al commercio di sostanze dopanti.

L’indagine riguarda anche altre 16 persone indagate a vario titolo per possesso e commercio di sostanze dopanti. Sei indagati devono rispondere anche di esercizio abusivo della professione sanitaria, in quanto dispensavano terapie mediche e piani nutrizionali, somministrando anche farmaci per curare gli effetti collaterali provocati dalle sostanze dopanti.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le quattro persone arrestate usavano come base operativa due palestre a Partinico e a Cinisi e un negozio di integratori alimentari del palermitano e il giro d’affari si aggirava sui 300 mila euro all’anno. I farmaci venivano acquistati su internet dai 4 capi dell’associazione e smerciati nelle due palestre di proprietà di Aiello a Partinico e Di Rosalia a Cinisi.

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