Vittorino: “Servizio rifiuti scadente, scelte sbagliate”, Grippi: “Criticità di lieve entità”

Chiusura centri di raccolta, percentuali di differenziata, contenzioso con la Mirto, inquadramento dipendenti: Botta e risposta in aula tra Arcidiacono e Capizzi

MONREALE – Una città sporca, un servizio rifiuti scadente, scelte amministrative sbagliate, lavoratori non garantiti. No, solo alcune criticità superabili, alcune ereditate, e sulle quali questa amministrazione sta intervenendo.

È stato questo, in estrema sintesi, il botta e risposta tra i consiglieri di opposizione e l’amministrazione comunale nel corso del consiglio comunale tenutosi ieri pomeriggio, nell’aula Biagio Giordano. Era stato convocato d’urgenza su richiesta di alcuni consiglieri d’opposizione per discutere della questione rifiuti. Ma si è parlato anche dei centri di raccolta chiusi per un giorno, dei valori della raccolta differenziata, del rischio di aumento per la TARI.

Tra i promotori il consigliere comunale Mimmo Vittorino (Popolari per Monreale), che ha aperto la seduta sollevando una serie di perplessità sulla qualità del servizio fornito ma anche sulle scelte portate avanti  dall’amministrazione Arcidiacono.

Caos rifiuti a Monreale. Consiglio comunale urgente

Publiée par FiloDiretto Monreale sur Lundi 10 février 2020

Dalla breve chiusura dei centri di raccolta (ecopiazzole li definirà in seguito il sindaco Arcidiacono) di Fiumelato e piazzale Tricoli al contenzioso aperto con la ditta Mirto che potrebbe avere gravi ripercussioni sulle casse del comune e sulla TARI 2020. Non è mancata una nota sull’inquadramento poco chiaro degli addetti al servizio, assunti da una società interinale, ma contestualmente ancora nell’organico della Mirto: “Se dovesse succedergli un incidente a quale datore di lavoro si rivolgeranno”?

“I cittadini – ha continuato Vittorino – sono costretti a ricevere un servizio scadente, i sacchetti dei rifiuti rimangono appesi in balìa dei cani e dei gatti. Le periferie sono sporche, la differenziata non parte, il porta a porta avviene a giorni alterni, sono cambiati gli orari della raccolta e di mattina le vie sono congestionate dalla presenza dei mezzi. Rischiamo una riduzione dei valori di raccolta differenziata con pesanti conseguenze sulla TARI”.

Ma è sulla procedura adottata dall’amministrazione Arcidiacono sul trasferimento del servizio alla nuova società che Vittorino si sofferma. “Se ci fosse stato un atteggiamento più prudente, e si fosse attesa la decisione del TAR sulla sospensione della seconda interdittiva antimafia emessa nei confronti della Mirto, si sarebbe evitato il trasferimento del servizio alla nuova società. Invece questa scelta ci espone ad un ricorso dal valore di milioni di euro. Perché questa fretta?” Vittorino spiega che la revoca alla Mirto era stata anche giustificata da inadempienze contrattuali: “Forse con la nuova società è migliorato il servizio? Rischiamo di venire multati dal dipartimento regionale ai rifiuti per una percentuale di raccolta differenziata inferiore ai minimi previsti”.

Vittorino chiede all’amministrazione in quale modo voglia affrontare il problema, così anche da evitare un disinteresse dei cittadini nei confronti della raccolta differenziata: “Il Carmine, Pezzingoli, via Baronio Manfredi, le periferie sono sporche. I cittadini si sono disaffezionati dal fare la raccolta differenziata. Eppure prima di giugno i dati sulla differenziata erano in crescita. Una tendenza che avrebbe prodotto risultati lusinghieri anche in termini di riduzione della tassazione”.

L’assessore ai rifiuti, Totò Grippi, ha ammesso la presenza di criticità, definendole però lievi, dovute alle difficoltà create dalle interdittive antimafia che hanno comportato il trasferimento del servizio alla nuova società. Una visione diametralmente opposta a quella di Vittorino. “La nuova società – spiega l’assessore – sta rispettando il capitolato. Ha assorbito 66 unità ex ATO e ha anche assunto 12 unità Ex Tech”. Un capitolo a parte, sul quale si è concentrata buona parte degli interventi, ha riguardato la chiusa temporanea dei centri di Fiumelato e Tricoli, sul quale si è consumato un botta e risposta tra il sindaco Arcidiacono e l’ex sindaco e consigliere di opposizione Piero Capizzi.

Se quest’ultimo si è preso il merito dello sforzo compiuto dalla sua amministrazione per aprire i due centri, Arcidiacono ha replicato che l’amministrazione Capizzi avrebbe dovuto vigilare sulla messa in sicurezza delle ecopiazzole, un compito che, secondo la normativa di riferimento, la legge 81/08, è di competenza della ditta e non del comune. La Mirto, che aveva ottenuto una proroga temporale per mettere in sicurezza i siti, non vi aveva ottemperato. Per evitare una multa, la New System Service ne aveva deciso la chiusura. Solo un tavolo da noi aperto con l’ASP – ha spiegato Arcidiacono – ha permesso alla ditta di ottenere un’ulteriore proroga così da riaprire le ecopiazzole.

Capizzi ha contestato la decisione dell’amministrazione di costituirsi in un contenzioso, quello aperto dalla Mirto, che vedrebbe il comune parte terza e non interessata dal risultato del giudizio: “Il comune non deve parteggiare per la Mirto o per la New System Service, a noi interessa la qualità del servizio reso. Ma intanto paghiamo ad un legale un incarico di circa 12000 €. E rischiamo inoltre di essere condannati a pagare le spese”.

Per Capizzi non si può parlare neanche di buoni risultati conseguiti sulla raccolta differenziata. E il valore del 43%, annunciato da Arcidiacono, sarebbe ben poca cosa rispetto al suo 41% raggiunto a partire da un misero 2%: “La città sta andando indietro”.

Un altro argomento, sempre sul tema rifiuti, è stato sollevato dal consigliere pentastellato Fabio Costantini. È quello dei proventi della raccolta differenziata. “Non ho visto ancora una fattura legata ai conferimenti dei rifiuti differenziati che ci avrebbe permesso di ridurre la TARI. I cittadini si prodigano nel fare la differenziata ma non c’è di contro un effetto virtuoso sulle economie familiari”.

Fabrizio Lo Verso, portavoce del Mosaico, ha invece chiesto all’amministrazione di spingere sull’avvio della SRR (la Società di Regolamentazione dei Rifiuti), per la quale è stato recentemente nominato un commissario: “L’avvio della SRR potrebbe costituire la soluzione ai problemi del settore rifiuti, ma serve una spinta data anche dalla politica locale”.

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