Maltrattamenti agli anziani, ai domiciliari i gestori e la badante della casa di cura degli orrori

Le indagini sono partire dalla denuncia di un’operatrice. Secondo il Tribunale del Riesame i maltrattamenti sarebbero avvenuti nei confronti dei tanti ospiti

PALERMO – La sentenza non è ancora definitiva, ma potrebbero essere messi ai domiciliari tre dei cinque indagati per i presunti maltrattamenti e le torture nella comunità alloggio per anziani «Anni Azzurri» di via Benedetto Marcello, alla Zisa. 

Il gip Giuliano Castiglia aveva deciso di applicare a tutti soltanto il divieto di dimora in città. Invece, rischiano di finire detenuti nelle loro rispettive abitazioni i due gestori, Brigida Camarda di Monreale ed il marito (impiegato alla Regione), Michele Riccobono, nonché l’operatrice “in nero” e con reddito di cittadinanza, Rosa Briolotta. Nessuna variazione invece per gli altri due indagati, ovvero i figli della coppia.

Secondo il Tribunale del Riesame, i maltrattamenti sarebbero avvenuti nei confronti dei tanti ospiti della Casa di riposo della Zisa e non soltanto verso l’anziano disabile. A condurre le indagini erano stati gli agenti della sezione Investigativa del commissariato Zisa-Borgo Nuovo che hanno installato diverse microspie nella casa di riposo. Nell’arco di tre mesi sono stati monitorati oltre 100 episodi di maltrattamenti.

Le telecamere piazzate dagli inquirenti hanno registrato innumerevoli episodi di violenza, offese e minacce nei confronti di un anziano disabile di 84 anni. L’uomo veniva riempito di offese e veniva lasciato, secondo l’accusa, solo a lamentarsi per ore a causa dei dolori, “colpevole” di arrecare disturbo agli operatori della casa di riposo. 

Le indagini sono partire grazie alla denuncia di un’operatrice che si è recata in Commissariato per raccontare delle presunte vessazioni operate nei confronti degli anziani. La badante lavoró solo una giornata dentro quella comunità ma capì subito che qualcosa non andava per il verso giusto e si convinse a denunciare. 

 

 

 

 

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