Va avanti il processo “Cupola 2.0”, la mafia riorganizzava la Commissione provinciale (FOTO)

Altre 4 udienze per giungere alla richiesta di condanna da parte del PM

Nell’aula bunker dell’Ucciardone è iniziata la requisitoria del processo nei confronti di 54 imputati dell’operazione “Cupola 2.0”. Si tratta del maxi blitz antimafia che ha disarticolato il tentativo di cosa nostra di riorganizzare la cosiddetta “Cupola”, la commissione provinciale al cui vertice, secondo le ricostruzioni degli investigatori, sarebbe stato messo l’anziano boss Settimo Mineo. 

Saranno necessarie altre quattro udienze davanti al Gup Rosario Di Gioia, per giungere alla richiesta di condanna da parte del pubblico ministero. 

Al centro del processo c’è il summit mafioso che sarebbe stato organizzato il 29 maggio 2018. Qual summit di mafia, secondo quanto ricostruito indirettamente dagli inquirenti grazie anche alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, avvenne e doveva servire proprio a riorganizzare il massimo organo della mafia provinciale a sei mesi dalla morte del superboss Totò Riina, considerato fino a qual momento e nonostante la custodia al 41bis, ancora il “capo dei capi”. Serviva dunque un erede che fu trovato nel reggente del mandamento di Pagliarelli, Settimo Mineo secondo l’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca. 

Furono il capo mandamento di Portanuova Gregorio Di Giovanni e quello di Ciaculli, Leandro Greco, detto Michele, a premere per organizzare il summit al quale avrebbero partecipato anche Calogero Lo Piccolo e il boss di Villabate Francesco Colletti. Filippo Bisconti, ex boss di Belmonte Mezzagno, invece, non andò al summit. E’ stato il contributo di Colletti e Bisconti, oggi collaboratori con gli inquirenti, a dare forza a quanto era stato ricostruito fino a quel momento dall’antimafia. 

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