L’ARS boccia l’esercizio provvisorio, la seduta finisce nel caos

La giunta Musumeci prepara un emendamento per riportare immediatamente il testo in aula. Probabilmente prevederà uno slittamento della scadenza

PALERMO – Seduta animata a Palazzo dei Normanni sulla approvazione dell’esercizio provvisorio. Il Governo ha presentato un emendamento di riscrittura sul ddl, in particolare sull’articolo 2 che stabilisce la durata dello stesso, dopo la solenne bocciatura del documento avvenuta martedì in Aula che ha dimostrato tutta la debolezza della maggioranza.

Prima di esaminare l’articolato sono intervenuti i deputati. Antonio Catalfamo del nuovo gruppo della Lega ha chiesto di non estendere il periodo di esercizio provvisorio, perché verrebbe interpretato come cattivo messaggio nei confronti delle famiglie siciliane, che invece attendono risposte concrete dal Governo. La Lega ha annunciato comunque il suo voto favorevole, ma solo nelle parti che riguardano il pagamento degli stipendi, astenendosi dal votare altre parti, ed ha ritirato tutti gli emendamenti per rendere più snella la procedura. L’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao ha spiegato che la soluzione dei 4 mesi diventa non facoltativa, ma obbligatoria per rispettare le prerogative del Parlamento perché servono 40 giorni per esaminare e approvare i documenti finanziari. Il governo aveva indicato due mesi di esercizio provvisorio, ma in commissione bilancio era emersa la necessità di estendere a tre mesi, che permettesse inoltre di portare a conclusione la trattativa con lo Stato. Armao ha quindi preannunciato che entro il 3 febbraio verranno depositati in Ars i disegni di legge di bilancio e stabilità, in modo tale che il Parlamento possa avere tutto il tempo necessario per esaminare i documenti ed approvarli.

Eleonora Lo Curto (Udc) ha criticato le opposizioni che ostacolano l’approvazione e ha detto che “non si può giocare con gli stipendi dei dipendenti”. Dipasquale (Pd) è intervenuto stigmatizzando gli interventi dei rappresentanti della maggioranza che stimolano il governo ad andare avanti, considerando i partiti che appoggiano il Governo incapaci di definire qualcosa di concreto. “Stiamo discutendo del nulla e sul nulla continuiamo a vedere una maggioranza che va in briciole”. Vincenzo Figuccia (Udc) invece ha detto di vedere una maggioranza coesa, che vuole garantire gli stipendi ai dipendenti. Cafeo di Italia Viva ha criticato l’intervento di Armao perché all’inizio il governo aveva presentato l’esercizio provvisorio di due mesi e l’opposizione ne ha chiesti tre. “Sulle scelte ci vuole un governo che si assuma le proprie responsabilità – ha detto Cafeo – e che si raccordi con la sua maggioranza e decida i tempi dell’esercizio provvisorio”.

Dopo gli interventi si è passati alla trattazione degli articoli. La discussione si è arenata all’articolo 6, considerato da Giuseppe Lupo, capogruppo del Pd, una sorta di nuova tabella H, perché il governo chiede la delega a distribuire somme ad enti e associazioni e per stabilizzare personale vario per un ammontare di circa 16 milioni di euro. Luigi Sunseri del Movimento Cinquestelle ha sottolineato che molte somme erano previste nel bilancio di previsione del 2019 e non sono state erogate, quindi i soldi appostati non sono sufficienti. Approvato un emendamento del Pd che chiedeva di favorire gli enti che non hanno avuto nulla rispetto a quelli che hanno avuto qualcosa nel 2019. La commissione e il governo hanno rimesso la decisione all’Aula che ha approvato la proposta. La seduta prosegue sugli altri articoli.

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