La secondaria della Morvillo alla scoperta dell’itinerario arabo normanno

Si apre davanti a loro come uno scrigno il quartiere della Kalsa

PALERMO – Si apre, come uno scrigno, di fronte agli studenti della secondaria della Morvillo il quartiere della Kalsa.

Inizia un viaggio nel tempo, tra il materiale e l’immateriale, all’insegna di un filo rosso di cui la nostra lingua, il dialetto siciliano, è metafora perfetta: incontro, mescolanza, integrazione.

Il cammino si apre sulle note della Compagnia di canto e memorie popolari Ditirammu, che opera all’interno della suggestiva cornice dei locali che un tempo furono le scuderie di Palazzo Petrulla. Sul palco di uno dei teatri più piccoli d’Europa prendono vita personaggi leggendari e storici. Affabulati dal canto di questi moderni cantastorie, i ragazzi diventano pian piano protagonisti di uno spettacolo-laboratorio. 

Il viaggio prosegue in direzione della piazza della Magione, calpestando nel percorso quelle basole che hanno visto correre da bambini Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La chiesa della SS. Trinità, conosciuta come “Magione” catapulta gli allievi in un’atmosfera medievale, densa di silenzio e spiritualità. Ma sono gli straordinari spazi dello Spasimo a stupire i ragazzi.

Il viaggio volge al termine e, lungo il cammino, in piazza Ventimiglia, tre enormi graffiti ricoprono le facciate di alcuni immobili di edilizia popolare. Gli occhi profondi ed intensi di una santa urbana e di colore, opera degli artisti siciliani Rosk e Loste, accompagnano l’ultima parte del cammino.

Oggi sono stati fenici, greci, romani, bizantini, arabi, normanni, francesi, spagnoli, hanno condotto in processione le spoglie di Santa Rosalia. Oggi hanno promesso a Giovanni e Paolo di continuare le loro battaglie. 

 

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