Una lingua da proteggere: il dialetto siciliano

Amelia Crisantino: “La lingua rientra fra le cose più fragili, è un bene invisibile da conservare, proteggere, coltivare e tramandare!”

 

MONREALE – Terra e Malalinguaquesto è il titolo di uno dei meravigliosi eventi organizzato dall’associazione Pro Loco di Monreale, che si è svolta ieri 14 Gennaio 2020 presso i locali di Casa Cultura Santa Caterina.

Punto di riflessione.

Quanto conosciamo la nostra terra, la Terra di Sicilia? Quanto sappiamo della nostra lingua?

La verità? – La verità è che non la conosciamo abbastanza o forse, addirittura, non la conosciamo affatto!

Tutto quello che sappiamo è limitato. Limitato a quello che ci è stato raccontato dai nostri nonni, limitato alle voci popolari tramandate in discorsi intrisi di pregiudizi. Tutto quello che sappiamo, a volte, non è altro che ciò in cui ci hanno sempre voluto far credere.

Alla luce di quanto appena scritto, Amelia Crisantino, presidente dell’associazione Pro Loco di Monreale afferma che il dialetto siciliano “è stato visto come un abbassamento e non come un valore da conservare (…), il dialetto è stato quasi un qualcosa da nascondere”, “(…) o un qualcosa di cui vergognarsi (…)”- aggiunge il Sindaco Alberto Arcidiacono, il quale testimonia che da bambino parlare il dialetto siciliano destava ai genitori paura e sospetto di cattive frequentazioni.

Poi il sindaco ribadisce l’importanza della conoscenza delle nostre origini come chiave per il nostro futuro, e proprio per questo motivo loda l’iniziativa dell’associazione Pro Loco che si è posta l’obiettivo di far riscoprire le origini della lingua siciliana. Non a caso il titolo dell’evento è “ Terra e Malalingua”. Nel corso dell’incontro, Amelia Crisantino spiega che adesso il dialetto siciliano si è molto italianizzato, << è diventato quasi una variante regionale dell’italiano ma per tanto tempo è stato legato alla terra. Le parole del siciliano legate alla terra sono le più antiche, ricordiamo quelle legate alle tecniche di irrigazione che, nel nostro dialetto monrealese, hanno nomi di origine araba, ad esempio: “gebbia”, “cunnuttu”, “naca”>>.

A ben dire, la presidente dell’associazione Pro Loco sostiene che fra tutti i monumenti, la lingua rientra fra le cose più fragili, è un bene invisibile da conservare, proteggere, coltivare e tramandare!

Erano presenti, non a caso, anche gli assessori Rosanna Giannetto (Assessore alla Cultura) che elogia  il dialetto siciliano sostenendo la sua appartenenza al nostro tessuto culturale dal momento che riprende un po’ della nostra comunità e della nostra identità storica; e l’assessore Ignazio Davì (Assessore ai Beni Culturali) il quale annuncia che dal mese prossimo i locali di Casa Cultura Santa Caterina saranno aperti alle associazioni, ai poeti, ai narratori coinvolgendo le scolaresche per dare avvio all’iniziativa I mesi della lettura”, proponendo una tematica specifica differente ogni mese.

Per concludere, menzione ed elogio vengono rivolti agli insegnanti, poeti, scrittori, cantanti che hanno impreziosito l’incontro facendo rivivere la nostra Terra, il nostro dialetto recitando poesie ed esibendosi in canzoni popolari in lingua siciliana: Antonella Vinciguerra, Tiziano Ferraro, Giusy Giurintano, Giuseppe Giurintano, Giusy Salamone, Mariella Sapienza, Maria Grazia Scognamiglio, Mara Turdo, Pina Cirino. Presente anche il vicesegretario della Pro Loco, Piero Faraci.

Per “chiudere in bellezza”  il partecipato evento, e con orgoglio, la presidente dell’ass. Pro Loco di Monreale ha colto l’occasione per rivelare e festeggiare la vittoria di una concittadina, poeta e scrittrice, Antonella Vinciguerra classificatasi terza, con la prosa “L’autri semu nautri”, al concorso nazionale “ Salva la tua Lingua” bandito in Agosto dall’associazione Pro Loco Nazionale, aperto a tutti i cittadini italiani.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.