Caleca (UIL): “Assunzione degli ex Mirto alla società interinale illegittima. Mandiamo le carte in Procura”

UIL: “Seguite procedure contrarie alla norma, rischio di danno erariale. La Procura potrebbe chiamare qualcuno a rispondere di questo comportamento”

MONREALE – Sono stati assunti a dicembre dalla società interinale “Temporary” di Palermo, ma risultano anche dipendenti della società “F. Mirto” di San Cipirello. 

È la situazione, paradossale, in cui si trovano i 51 operai impegnati nel servizio di raccolta rifiuti nel comune di Monreale, dopo che quest’ultimo ha sostituito la Mirto con la New System Service di Marsala. La ditta di San Cipirello aveva vinto l’appalto con il comune normanno, successivamente revocato a seguito delle due interdittive antimafia emesse dalla Prefettura di Palermo, poi sospese dal TAR.

“Se dovessimo avere un incidente sul lavoro a chi dovremo rivolgerci?” – lamentano alcuni dipendenti. Una situazione quanto mai anomala, che ha spinto molti di loro a rivolgersi al sindacato.

Pietro Caleca, segretario regionale UIL Trasporti, annuncia la presentazione di una diffida nei confronti della società di Marsala affinché ottemperi all’assunzione del personale: “Spetta alla New System Service subentrata, e non ad una società interinale, l’assunzione del personale, come previsto dalla legge. Tanto che la Mirto ha già fornito alla New System Service l’elenco di tutto il personale che deve transitare”.

In una nota rivolta al personale, già lo scorso 18 dicembre la Mirto spiegava di avere provveduto ad inviare alla New System Service l’elenco nominativo dei dipendenti da trasferire: “Il transito alla New System Service srl, nuovo soggetto titolare del contratto, può avvenire immediatamente, senza soluzione di continuità, come previsto dall’articolo 6 del CCNL”.

Caleca spiega ai nostri microfoni che la procedura seguita dal comune non rispetterebbe l’art. 9 della legge 2010. “Come il servizio del comune è stato trasferito dalla Mirto alla New System Service, così i lavoratori devono transitare dalla vecchia alla nuova società. La legge parla chiaro. Oggi mandiamo la diffida alla ditta, ma ne invieremo copia anche alla Prefettura e alla Procura della Repubblica. Manderemo anche una comunicazione al RUP (il responsabile unico del procedimento), anche se la mia impressione è che la questione si stia giocando più che altro su un piano politico”.

“La questione politica non ci interessa – continua il sindacalista -, a noi importa che i lavoratori vengano inquadrati secondo legge, e che i cittadini abbiano un servizio garantito dai lavoratori”.

Caleca spiega come sia stato grave che qualche altro sindacato, “vicino – afferma – ad un consigliere comunale”, abbia spinto i lavoratori a rassegnare le dimissioni dalla Mirto. “Un errore che i lavoratori non hanno però commesso”.

Per il sindacalista della UIL è inverosimile che non sia la società che si è aggiudicata l’appalto ad assumere il personale bensì una società interinale. Una procedura sbagliata, avallata dal comune, ma che non sarebbe l’unica:

“Mi dicono – continua Caleca – che la nuova società abbia avuto aggiudicato il servizio per un importo calcolato secondo il ribasso che aveva presentato alla gara d’appalto, e quindi significativamente inferiore a quello con la quale la Mirto si era aggiudicato il servizio. Questo significa che il comune, e quindi i contribuenti, pagheranno una somma decisamente superiore per il servizio resa dalla New System Service. Mi auguro che non sia così, ma se lo fosse si potrebbe prefigurare la presenza di danno erariale. La legge prevede invece che la società subentrante possa accettare l’appalto ma alle stesse condizioni contrattuali della uscente. Temo che la Procura possa chiamare qualcuno a rispondere di questo comportamento”.

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