“Sbirro e cornuto”, ex sindaco di San Cipirello querela titolare di azienda rifiuti, “Io minacciato”

Intanto la Guardia di Finanza di Partinico nei giorni scorsi ha sequestrato mezzo milione di euro alla Cogesi

Vincenzo Geluso, ex sindaco di San Cipirello, sarebbe stato aggredito verbalmente e minacciato dal titolare di una ditta di rifiuti di San Giuseppe Jato. L’ex sindaco di San Cipirello si è recato presso la stazione dei Carabinieri per presentare una denuncia per minacce nei confronti di S.L.G, titolare della società CoGeSi di San Giuseppe Jato. “Sei un pezzo di merda, sbirro e cornuto”, avrebbe detto l’uomo all’ex sindaco. L’episodio si sarebbe consumato questo pomeriggio in via Mazzini. Alcune persone che hanno assistito alla vicenda avrebbero poi evitato il contatto fisico tra i due dopo che il presunto aggressore si era avvicinato, a detta di Geluso, “con fare minaccioso”. 

Tra Geluso e S.L.G vi sarebbero dei vecchi dissapori. Il 28 dicembre 2017 si registrarono momenti di tensione al Municipio di San Cipirello nel corso dell’apertura delle buste per la gara d’appalto per il servizio rifiuti nel centro jatino. Un episodio finito poi in Procura e per il quale è in atto un procedimento penale. L’uomo sarebbe andato in escandescenze in seguito all’assegnazione del bando di gara ad una ditta concorrente di San Cipirello provocando così la reazione di Geluso. S.L.G denunciò un’aggressione fisica da parte di Geluso che, a sua volta, sporse denuncia nei confronti dell’uomo per diffamazione.

Intanto, come riporta il giornale Valle Jato News, la Guardia di Finanza di Partinico nei giorni scorsi ha sequestrato mezzo milione di euro alla Cogesi, colpita nelle scorse settimane da una interdittiva antimafia. Il provvedimento di sequestro patrimoniale è stato eseguito su delega della Procura della Repubblica di Palermo. Al centro delle indagini della Procura palermitana ci sarebbe una presunta falsificazione delle schede relative al carburante prodotte dall’azienda jatina tra 2016 e 2017 che avrebbe comportato l’evasione di imposte per 480 mila euro. Secondo quanto riportato dal giornale jatino, l’ipotesi di reato contestata alla Cogesi è “Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”.  Nelle scorse settimane una società che aveva rilevato un ramo d’azienda dalla stessa Cogesi, la Eco Industry, era stata vittima di un presunto atto incendiario contro alcuni compattatori posteggiati in un deposito di contrada Traversa. 

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