Monreale, farine pregiate e ingredienti di primissima qualità da Pikki Pakki

Pesto di zucca rossa e salsa di pomodoro soffritta, sapori siciliani rivisitati in chiave moderna per le pizze di Pikki Pakki

MONREALEA Tia Taliu, Ciambra, Ballarò, Carrubbedda, Carmine. Con questi nomi dati alle sue pizze, il ristorante-pizzeria Pikki Pakki, di via Arcivescovado a Monreale, ha inteso richiamare i sapori e la cultura culinaria siciliana, in una rivisitazione in chiave moderna.

Gabriele Mocera, il titolare di Pikki Pakki, ha deciso di dare una svolta netta alla sua offerta gastronomica, che però segue sempre il percorso legato alla ricerca dei migliori prodotti reperibili sul mercato. A partire dalle farine utilizzate per gli impasti delle pizze. “Dall’impasto a 24 ore siamo passati a quello a 48 ore o più – spiega Gabriele – garantendo pizze più leggere e digeribili”.

Le farine utilizzate sono tra le migliori presenti sul mercato. “Utilizziamo la Petra prodotta dal Molino Quaglia. È una farina molita a pietra. L’impasto classico è composto da una miscela di Tumminia, farina tipo 1 e rimacinato. Poi proponiamo la pizza napoletana con farina 00, quella con farina integrale Senatore Cappelli, e quella ai 5 cereali”.

Una delle particolarità della casa è costituita dalle basi delle pizze, originalissime, ma sempre con un sapore che richiama alla tradizione gastronomica siciliana. 

Tra le pizze più particolari c’è quella al pesto di zucca rossa, nata dalla fantasia dello chef, o ancora quella a base di salsa di pomodoro grigliato al forno. La Monte Caputo è invece con la salsa di pomodoro soffritta, e presenta al centro una ricottina di bufala proveniente dalla Campania, fette di melanzane fritte, e il parmigiano reggiano stagionato a 30 mesi. 

Parmigiano al posto del più economico grana, perché un aspetto che gli ospiti ricordano dopo avere gustato una delle pizze presenti nel ricco menù è certamente la qualità dei prodotti utilizzati.

“Tra gli ingredienti selezionati per le nostre pizze utilizziamo la lonza di maiale proveniente dall’Irpinia, così come il prosciutto crudo senza conservanti. Poi abbiamo la burrata di bufala campana, mentre le olive provengono da Castelvetrano”.

Per il prosciutto cotto Gabriele ha scelto il Branchi, quello che da Gambero Rosso è stato eletto il re dei prosciutti.

Da Pikki Pakki la pizza non rappresenta più un pasto povero e da consumare velocemente, ma assume lo stesso rango di un piatto di alta qualità.

Insomma, pizze per palati fini. “Siamo convinti che la strada della qualità che abbiamo perseguito in questi anni sia quella più giusta. E la nostra clientela mostra di apprezzarla”. 

E poiché una buona pizza deve essere accompagnata da buone birre, Pikki Pakki si è specializzata nell’offrire una ricca varietà di birre artigianali. “C’è una cultura diffusa sulle birre artigianali, e i nostri ospiti ne vogliono provare sempre di nuove”.

Sono più di 20 le birre da poter scegliere, tutte provenienti dall’isola: Chinaschi, 24 Baroni, Fratelli birrafondai, Donna di Coppe. Sono questi i birrifici selezionati che permettono di avere un’ampia varietà che va dalle nere alle rosse, da quelle più amare a quelle più dolci, a quelle dove i più esperti potranno percepire sentori differenti, miele, cereali, agrumi, timo, ed ancora caffè, pesca, liquirizia o cioccolato.

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