«Ti faccio cadere i denti», «ma sei scemo?», «io veramente a qualcuno lo ammazzo», «la testa ti svito»: condannate le maestre dell’asilo di Borgetto

Le telecamere dei Carabinieri hanno inchiodato il comportamento delle maestre: un clima di terrore e vessazioni per i piccoli alunni. Le maestre condannate a due anni

BORGETTO«Ti faccio cadere i denti», «ma sei scemo?», «io veramente a qualcuno lo ammazzo», «la testa ti svito». Le telecamere installate di nascosto dai Carabinieri hanno inchiodato le maestre della scuola materna di Borgetto di contrada San Carlo, registrando il clima di terrore e le vessazioni alle quali venivano sottoposti i piccoli alunni.

E così il GUP Antonella Consiglio ha condannato a 2 anni Maria Concetta Vitale di 56 anni, di Cinisi, Daniela Antonina Di Gregorio, di 45 anni, di Erice, Giuseppina De Luca, 36 anni, di Montelepre, Maria Caruso di 59 anni e Rosa Lupo, 66 anni, entrambe di Partinico. Maria Giuseppina Salvia, 62 anni, di Partinico, è stata invece già rinviata a giudizio e per lei il processo inizierà a marzo.

L’indagine era stata avviata dai Carabinieri nel mese di aprile 2018 a seguito della segnalazione di un genitore che aveva riscontrato delle anomalie nel comportamento del proprio figlio. Il bambino era rientrato a casa con un orecchio tumefatto e aveva infatti spiegato ai genitori che era stata la maestra a causarglielo. I carabinieri avevano quindi collocato le telecamere all’interno delle aule, scoprendo una situazione agghiacciante. Spinte, schiaffi, calci, bambini presi per le orecchie e trascinati per le aule. I bambini ritenuti troppo vivaci sarebbero stati  rinchiusi in una stanza buia.

Il 21 febbraio il gip Filippo Lo Presti aveva sospeso per un anno dal lavoro Maria Giuseppina Salvia, Giuseppina De Luca e Daniela Antonina Di Gregorio. Solo la De Gregorio poco tempo dopo era rientrata a scuola. Per lei il tribunale del riesame aveva revocato la misura interdittiva. Le altre maestre erano invece rimaste libere perché «l’uso della violenza e delle intimidazioni era ingiustificabile, ma non sistematico».

Per i genitori che si sono costituiti parte civile nel processo il giudice ha riconosciuto provvisionali di tremila e di cinquemila euro a titolo di risarcimento dei danni.

Sul futuro professionale delle insegnanti deciderà invece il ministero dell’Istruzione che, in seguito alle condanne ed al rinvio a giudizio, dovrà valutare se sospendere o meno le imputate.

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